Il Ca’ Foscari Short Film Festival, l’unico festival italiano organizzato interamente da una Università, si è aperto il 21 marzo con l’annunciato videomessaggio del padre del cinema di genere americano Roger Corman – insignito del titolo di Ca’ Foscari Honorary Fellow – e con il primo dei grandi ospiti: l’animatore Robb Pratt, figura di spicco della Disney noto per aver preso parte alla lavorazione di classici del calibro di Il gobbo di Notre Dame (1996) e Atlantis – L’impero perduto (2001), che ha tenuto a pubblico e studenti una masterclass speciale.

Robb Pratt

Ospiti della prima giornata anche Andrea Muzzi (sceneggiatore e interprete) e Claudio Piccolotto (regista), autori della celebre webserie indipendente Lobagge – nota per i suoi microepisodi incentrati sul mondo del cinema dall’umorismo tipicamente toscano – che hanno approfondito la situazione del cinema indipendente in Italia e proiettato le webserie comiche Pupazzo criminale (di Lillo & Greg) ed Eppure era una gran brava persona (dello stesso Muzzi).

A dare il benvenuto al festival sono stati anche i discorsi del Prorettore alla Comunicazione e Promozione di Ateneo Marco Sgarbi e della Direttrice Artistica del Festival Roberta Novielli, cui hanno fatto seguito la proiezione della sigla di quest’edizione realizzata dagli studenti di Cà Foscari, così come il mockumentary Angelo’s Folly, sul tema del 150° anniversario della fondazione dell’Ateneo.

Hai letto questo?  CIAK BIZARRO! TIMOTHY SPALL

In un festival di giovani per i giovani l’Auditorium Santa Margherita ha poi ospitato un incontro con gli studenti cafoscarini del Master in Fine Arts in Filmmkaing, che hanno presentato una selezione dei loro lavori. A seguire, sono stati proiettati alcuni dei film vincitori della 7a edizione del festival: Amygdala di George Graham (Regno Unito), storia d’amor perduto in continua tensione tra passato e presente che ha trionfato nel Concorso Internazionale; Sightseeing di David Borbás (Ungheria/Svezia), commedia su un’anomala “emigrazione” insignita del Premio Pateh Sabally all’integrazione; Petrel di Charles Broad (Australia), resoconto onirico di una fuga impossibile premiato come miglior film d’arte con la Menzione Speciale Volumina.

In Our Skin

Cinque le opere già presentate nella sezione principale del Festival, il Concorso Internazionale percorso quest’anno dal fil rouge del rapporto madre-figlio. A dare il via il corto d’animazione In our skin dell’inglese Rosa Beiroa, celebrazione atipica del corpo femminile attraverso un tripudio di forme in continua evoluzione. Di tutt’altro respiro il messicano No pases por San Bernardino di Hugo Magaña, storia della lotta di una madre per scoprire la verità sulla morte del figlio durante una manifestazione, in un intreccio di tematiche affettive e sociali. Drammatici anche il sudafricano The Life of Ana di Mlu Godola e l’horror francese Le Jour où Maman est Devenue un Monstre (di Josephine Darcy Hopkins), che esplorano in maniera particolarmente originale, l’uno ricorrendo a un registro surreale, l’altro declinandolo in chiave horror, il tema di quest’edizione. Per finire, il corto kirghiso Tash Kɵmir (regia di Evgenii Chistiakov), amaro e realistico resoconto del lavoro in miniera di due adolescenti che ha davvero lasciato il segno all’interno di questa prima parte della selezione.

Hai letto questo?  LA BUONCOSTUME TORNA AL WEB CON "KLONDIKE"

Giovanni Stigliano Messuti