Bizarro
05/10/2017

Ciak Bizarro: i 5 migliori eredi di “Barbarella”

Ciak Bizarro: i 5 migliori eredi di “Barbarella”

Nel numero di ottobre di CIAK attualmente in edicola, abbiamo dedicato un articolo al film Barbarella di Roger Vadim prodotto da Dino De Laurentiis quasi cinquant’anni or sono, e ancora oggi titolo emblematico per aver definito compiutamente i segni del kitsch e del camp all’interno del genere fantascientifico.
Diversi film realizzati successivamente ne hanno sposato l’ “estetica avant-pop” coniugando erotismo e SCI-FI, avventura popolare, comics e fiaba, in un trionfo di colori e di musiche accattivanti, tra scene e costumi appariscenti con elementi di paccottiglia “neo-dadaista”.

Abbiamo scelto cinque titoli che secondo noi ben riflettono quanto sopra considerato:

1. Flesh Gordon-Andata e ritorno… dal pianeta Porno!
(Michael Benveniste, Hoiward Ziehm, 1974)
Parodia sexy-demenziale dei fumetti di fantascienza anni Trenta di Alex Raymond su “Flash Gordon”, con scene di sesso oltre i limiti del soft, effetti speciali artigianali e finanche animazioni (di mostri) a passo uno. Il malefico imperatore Wang del pianeta Porno, riverito dai suoi sudditi come “Sua Schifosità” e “Sua Paraculaggine”, minaccia la Terra con il raggio “sex”, che esalta la libido tra gli umani. Contro di lui si muovono il supereroe Flesh Gordon, la giornalista Dale Ardor e lo scienziato Dr. Jerfkoff (Vaffa nella edizione italiana). Tra i comprimari figurano il mostro Minchione, i Penisauri, le Amazzoni lesbiche, il principe Pirla con tendenze gay… Deliziosamente demenziale, quasi un valore aggiunto, il doppiaggio italiano con la direzione di Renato Izzo. Con la pornodiva maggiorata Candy Samples e una memorabile astronave a forma di fallo.

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2. Spermula
(Charles Matton, 1976)
“Assetate d’amore, dalla Galassia TXI 2245, scendono sulla Terra le figlie del pianeta Spermula…”, recitava la frase di lancio di questo “Bizarro Sci Fi Flick” diretto dall’artista scultore Charles Matton. Completamente rimontato per i mercati esteri, modulandolo da sofisticato e uggioso “art film” in improbabile “fanta-sexy” sulla falsariga di Zeta Uno (1969) di Michael Cort, per cercare di recuperare almeno i costi di produzione, e offrendo agli spettatori un pasticcio altrettanto indigesto: recuperando il “footage” originale massimamente ambientato in un castello alla periferia di una città della Francia, le vogliose extraterrestri, fissate con il sesso orale, vorrebbero indurre la razza umana a rinunciare all’amore, ma l’impresa fallisce. Protagonista la sexissima Dayle Haddon e in partecipazione straordinaria un vero idolo dei Catecumeni Yeeeuuuuch, Udo Kier.

3. Flash Gordon
(Mike Hodges , 1980)
Il produttore Dino De Laurentiis, dopo Barbarella, ritentò la carta della fantascienza “pop”, affidando al modesto regista Mike Hodges la messa in scena delle avventure spaziali di Flash Gordon, con un budget – elevato per l’epoca- di 35 milioni di dollari. Con un protagonista inespressivo (Sam Jones) e un carismatico Max Von Sydow nelle vesti del malvagio imperatore Ming, il risultato è una “space-opera” apoteosi del “buon cattivo gusto”, un trionfo di colori tra costumi e scenografie (del felliniano Danilo Donati) sgargianti e un memorabile accompagnamento musicale dei Queen. Ci sono anche Ornella Muti e Mariangela Melato travolte simpaticamente nella baraonda di questo “cine-colossal” para-hollywoodiano. Battuta stracult affidata alla Muti: “No, i vermi carnivori, no!…”

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4. The Satisfiers of Alpha Blue
(Gerard Damiano, 1980)
Alpha Blue è un “resort spaziale” dedicato al relax, in cui le esigenze sessuali dei vacanzieri sono soddisfatte da un computer. Griffin (Herschel Savage) è contento di questo stato di cose, ma Algon (Robert Kerman come R. Bolla) rimpiange i vecchi tempi dell’amore e del romanticismo e si innamora di Diana (Lysa Thatcher), altresì nota come Satisfier 805. Nasce così un movimento ribelle, che ritiene che le attività sessuali dovrebbero essere reali e non virtuali. Dal regista di Gola profonda, il miglior film porno di fantascienza di sempre, soprattutto per i suoi innumerevoli “sottotesti”, di volta in volta sovversivi, offensivi, disturbanti, spiritosi.

5. I guardiani della galassia Vol. 1 e Vol. 2
(James Gunn, 2014 e 2017)
Solo un regista (sceneggiatore, produttore, attore, musicista) proveniente dalla scuderia della dissennata “Troma” poteva realizzare in maniera così frizzante una space-opera con una banda di supereroi follemente assortiti qual è quella dei “Guardiani della galassia”, tra cui figurano un procione geneticamente modificato, esperto nell’uso delle armi e in tattiche di guerra e un albero umanoide. Basato sugli omonimi personaggi della Marvel Comics, il “dittico” rinnova con freschezza speziata ed eccessi vari la mitologia delle “space operas”, con un occhio a Star Wars e l’altro agli “eroi” di Tromaville. Canzoni anni Settanta e Ottanta come memorabile Ost. Gradimento molto alto di critica e di pubblico.

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