Il monologo di Pierfrancesco Favino è stato la grande sorpresa di Sanremo 2018. Gli occhi lucidi, la voce come un flusso che pare quasi provenire da qualcun altro, direttamente dal petto dallo straniero che racconta: con la sua eccezionale interpretazione l’attore ha commosso l’Italia intera. Ma da dove è tratto il monologo che ha recitato? È un pezzo dello spettacolo che Pierfrancesco Favino stesso ha portato a teatro, La notte poco prima delle foreste di Bernard-Marie Koltès, appena andato in scena all’Ambra Jovinelli di Roma per la regia di Lorenzo Gioielli.

Favino monologo SanremoUn testo che l’attore, che dal 14 febbraio vedremo al cinema nel nuovo film di Gabriele Muccino A casa tutti bene, sente particolarmente suo, come spiega nelle note dello spettacolo: «Mi sono imbattuto in questo testo un giorno lontano, mi sono fermato ad ascoltarlo senza poter andar via e da quel momento vive con me ed io con lui. Mi appartiene, anche se ancora non so bene il perché. È uno straniero che parla in queste pagine. Non sono io, la sua vita non è la mia eppure mi perdo nelle sue parole e mi ci ritrovo come se lo fosse».

 

Hai letto questo?  LOLO - GIÙ LE MANI DA MIA MADRE

La notte poco prima delle foreste, per Favino, rappresenta anche l’omaggio a un’amica e collega che ha condiviso con lui anni di teatro, Melina Balsamo, scomparsa nel 2017. «Lo spettacolo nasce da una promessa che non avrei in nessun modo tradito fatta a una donna che di Teatro si è nutrita e che ha nutrito il Teatro. La produttrice di “Servo per due”, la mia amica testarda e coraggiosa, quella che aveva sempre l’ultima parola , quella che si è fidata di me. La mia amica si chiama Melina Balsamo e questo spettacolo è per lei».

favino

"Voglio poter urlare, voglio poter urlare anche se poi mi sparano addosso" Pierfrancesco Favino#Sanremo2018

Publié par Festival di Sanremo sur samedi 10 février 2018