“La forma dell’acqua”, la fiaba d’amore dark di Guillermo Del Toro: la recensione

La recensione di La forma dell'acqua, il capolavoro dark e romantico di Guillermo Del Toro

La forma dell'acqua film trama

The Shape of Water Usa, 2017 Regia Guillermo del Toro Interpreti Sally Hawkins, Octavia Spencer, Michael Shannon, Richard Jenkins, Doug Jones, Michael Stuhlbarg, David Hewlett, Nigel Bennett, Nick Searcy, Martin Roach, Lauren Lee Smith Distribuzione 20th Century Fox Durata 2h e 3′

Al cinema dal 14 febbraio 2018

Cinema a 360 gradi e fantafiaba dalle sontuose atmosfere. La forma dell’acqua – The Shape of Water di Guillermo Del Toro è straordinario e all’altezza delle sue ambizioni: tratta della love story, anno 1962, tra una addetta delle pulizie muta, Elisa Esposito (fenomenale Sally Hawkins) e quello che pare un nipotino (iconograficamente) del Mostro della Laguna Nera, imprigionato in un centro ricerche gestito da militari USA, il cui responsabile alla sicurezza è il sadico Strickand (Michael Shannon concentrato del peggio del carattere americano della Guerra Fredda). In effetti, Del Toro, all’interno di atmosfere melo-satiriche alla fratelli Coen, tiene insieme una storia di una complessità realizzativa incredibile nella sua semplicità di soggetto, con deliziose scivolate/coloriture/digressioni nella spy story, nell’horror, nel musical, più citazioni direttamente dalla sala cinematografica del kolossal biblico (il polpettone La storia di Ruth).

Alla collega di Elisa (così si chiama la protagonista), Zelda (Octavia Spencer, qui finalmente calibrata) il premio per le battute più sapide (“Il mio Brewster non è una cima ma centra il water il 70 per cento delle volte”, dice pulendo schifata i cessi maschili degli scienziati), ma splendide le performances di tutti, in particolare il “russo” Michael Stuhlbarg e il disegnatore gay in crisi Richard Jenkins. La scelta dei brani d’epoca è da trivial pursuit per esperti e un Oscar andrebbe dato d’acchito al trovarobe (ci sono degli oggetti recuperati semplicemente da urlo!). Alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, dove La forma dell’acqua ha vinto il Leone d’Oro, siamo usciti tutti o quasi dalla sala con gli occhi che luccicavano dalla gioia del divertimento puro. Che magnifico Autore è diventato il regista di Hellboy (citiamo questo titolo evidentemente non per caso). Ora tocca alla sfida degli Oscar, dove corre con 13 candidature. E quest’anno, sempre a Venezia, lo ritroveremo come Presidente della Giuria ufficiale.