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14/06/2017

Globi d’Oro 2017: vince “La stoffa dei sogni”. Tutti i premiati

Globi d’Oro 2017: vince “La stoffa dei sogni”. Tutti i premiati

La stoffa dei sogni di Gianfanco Cabiddu è il miglior film italiano dell’anno secondo la giuria di giornalisti della Stampa Estera che ieri a Roma ha assegnato i Globi d’Oro durante una serata a Villa Medici. “Per la magnifica trasposizione del verso di Shakespeare. I riflessi del teatro sulla realtà in un posto sperduto dove nulla è quello che sembra, tra personaggi improbabili ma densi di esistenza. Un film che ricompone il puzzle rimettendo al loro posto colpa, vendetta, riscatto e perdono” recita la motivazione.

Lasciati andare di Francesco Amato è invece la migliore commedia “per la riuscita interpretazione della classica coppia sconclusionata nella quale entrambi i personaggi interpretano, in fondo, la parte di un Pigmalione intento a sopperire alle mancanze dell’altro. Per il tocco da maestro nell’aver saputo trasformare, con ironia e leggerezza, peccati come avarizia, incostanza e bizzarria in piccole, eterne, debolezze umane”.

I globi d’oro per gli attori sono andati Renato Carpentieri per La tenerezza di Gianni Amelio (“il padre ameliano più complesso in assoluto”) e Isabella Ragonese per Il padre d’Italia di Fabio Mollo (“quando un’attrice riesce, in una sola stagione, a proporre al pubblico le più disparate sfaccettature dell’universo femminile, partendo dal ruolo di madre inconsapevole, ebbene questa attrice merita il nostro riconoscimento”), mentre il globo per la sceneggiatura va a Paolo Virzì e Francesca Archibugi per La pazza gioia (“per aver creato un inno cinematografico che farà impazzire di gioia generazioni di cineasti, per la magia che si crea nel pubblico che ride insieme ai protagonisti”).

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Migliore opera prima è La ragazza del mondo di Marco Danieli, “che racconta con eleganza l’emancipazione dalla religione di una giovane donna. Lo spiccato spirito di osservazione del regista dà al film un senso di autenticità che rende ancora più credibili i riti religiosi e i paradossi di un mondo a volte oscuro da decifrare”. Il premio della musica va a Enzo Avitabile per Indivisibili e quello per la fotografia a Daria D’Antonio per La pelle dell’orso di Marco Segato. L’uomo che non cambiò la storia di Enrico Caria, sull’archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli che pianificava un attentato a Hitler, vince come migliore documentario e Penalty di Aldo Iuliano sul dramma dell’immigrazione come migliore cortometraggio.

Il Gran Premio della Stampa Estera va infine a Restaurare il cielo di Tommaso Santi, documentario dedicato al restauro della Basilica della Natività di Betlemme, uno dei grandi tesori dell’umanità, mentre il Globo d’Oro alla carriera celebra il regista Dario Argento, “maestro indiscusso della suspance e del brivido, il più grande assassino del cinema italiano. Con un tocco d’ironia e con raffinata maestria ha saputo tenere gli spettatori col fiato sospeso fino all’ultimo. Molto amato all’estero, firma le sue opere mettendo in scena le sue mani, come faceva Hitchcock con il suo profilo. A lui chiediamo di non smettere mai di terrorizzarci”.

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