«Dai medici della mamma sentii dire che avrei potuto ereditare quel suo eccitamento maniacale. Ho lottato per mantenere l’equilibrio, per scansare tutte le tentazioni. Lavorare in teatro mi è servito per dare forma alle immagini». Così si racconta Piera Degli Esposti, una delle attrici che ha fuso più indissolubilmente vita privata e professionale, quasi facendo sgorgare una dall’altra. Anticonvenzionale, spericolata, mai allineata, il 12 marzo compie 80 anni, più di 50 dei quali passati sulla scena.

Piera Degli Esposti, nata a Bologna il 12 marzo 1938, è sempre stata un’attrice diversa, “totale”, capace di aprire squarci indimenticabili tanto nei grandi personaggi femminili a teatro quanto in alcuni ruoli secondari anche sul grande schermo. A raccontarla è anche l’emozionante documentario Tutte le storie di Piera di Peter Marcias, che torna in questi giorni in onda su Sky. Il film ricorda le collaborazioni dell’attrice con Pasolini e Ferreri (col quale ha vissuto un amore) e interroga i grandi registi che hanno lavorato con lei, dai fratelli Taviani a Marco Bellocchio (per il suo L’ora di religione Piera ha vinto un David di Donatello), da Paolo Sorrentino (che ne Il divo la vuole segretaria di Andreotti) a Nanni Moretti, fino a Giuseppe Tornatore.

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Piera DegliEsposti in una scena di Il Divo

La sua avventura artistica, però, è legata soprattutto al palcoscenico, dopo molte porte sbattute in faccia: «Per dieci anni sono stata rifiutata dalle accademie e dai teatri. Poi ho incontrato Antonio Calenda: è stato “l’uomo del destino” che mi ha tirato fuori da quella situazione negativa col suo Teatro 101», racconta l’attrice. «È nemico della dimensione naturalistica, gli piacque il mio essere quasi un disegno. E proprio al 101 venne un giorno anche Giorgio De Chirico per vedere 10 minuti a Buffalo di Günter Grass. Io interpretavo un ruolo maschile. Alla fine si avvicinò e mi disse: “Sei stato molto bravo”. Gli feci notare che ero una donna. E lui rispose: “Bravo lo stesso”. È stata una lezione per me: è come se mi avesse detto di imporre la mia diversità».

Piera Degli Esposti a teatro

Il titolo del documentario di Marcias si rifà al libro Storie di Piera di Dacia Maraini, e all’omonimo film di Marco Ferreri del 1983, che racconta la turbolenta giovinezza dell’attrice tra una madre piena di febbrile vitalità, finita più volte in manicomio, e il padre celebre sindacalista. Un mondo intimo nel quale Piera comincia a parlare da sola, a immaginare di essere “altro da sé”: «Mia madre e mio padre erano a loro modo molto “teatrali”: lei così indisciplinata, lui nei quadri della politica. Mia madre aveva una vita sessuale libera e, con me, un rapporto quasi amicale. Anche se è stata molto criticata, mi ha dato il gusto della vita. Il mio essere attrice è stata una conseguenza di queste due figure così agli antipodi».

Piera Degli Esposti festeggiata da amici e colleghi per i suoi 80 anni