C’è un aspetto della Siria che, proprio nei giorni del bombardamento da parte di Stati Uniti, Francia e Regno Unito, è forse meno conosciuto. Quella di un gruppo di “resistenti culturali” che si sono aggregati intorno a una radio libera, Radio Kobanî, raccontata nell’omonimo documentario di Reber Dosky presentato il 15 aprile a Le Voci dell’Inchiesta, nell’ultima giornata del festival pordenonese per l’edizione 2018. Radio Kobanî mostra la libertà di una radio, rifugio e conforto per sopravvissuti, soldati e musicisti della Siria, costruendo uno dei più accorati ritratti mai realizzati di Kobane, città occupata e distrutta dallo Stato Islamico, ma strenuamente difesa e ricostruita dai suoi abitanti curdi.

 

Radio Kobani Siria
Radio Kobani

A presentare il documentario e discutere degli scenari possibili dopo l’ultimo attacco alla Siria arriverà al festival Francesco Strazzari, Professore associato di scienza politica alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, specializzato in studi di sicurezza, conflitti armati, geopolitica e criminalità organizzata transnazionale.

Il gran finale prevede il concerto dedicato al Kurdistan Diyar Üren Mehrovî, musicista curdo costretto a fuggire con la sua famiglia in Iraq, Grecia, Francia e infine Italia, con l’accompagnamento dei Cantalicunti.

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Radio Kobani Siria
Radio Kobani

Nell’ultima giornata di Le Voci dell’Inchiesta si parla anche di autismo con due titoli. Tommy e gli Altri di Massimiliano Sbrolla è la storia vera di un padre e di un figlio che partono per un viaggio in giro per tutta l’Italia a conoscere “gli altri”, ovvero gli autistici adulti, come Tommy, a cui non viene riconosciuto il diritto a una vita sociale. Dina, il documentario di Antonio Santini e Dan Sickles già Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival 2017, racconta invece di una donna autistica, con un passato difficile e un grande senso dell’ironia, che finalmente ha trovato l’amore e sta per sposarsi.