Skyscraper, action sul grattacielo per Dwayne Johnson: la recensione

Usa, 2018 Regia Rawson Marshall Thurber Interpreti Dwayne Johnson, Pablo Schreiber, Neve Campbell, Roland Møller, Kevin Rankin, Paul McGillion, Chin Han, Byron Mann, Adrian Holmes, Noah Taylor, Matt O’Leary, Tzi Ma, McKenna Roberts Distribuzione Universal Pictures Durata 1h e 42′

Al cinema dal 19 luglio 2018

SKYSCRAPER – LA STORIA – Dopo la perdita di una gamba nel corso di una operazione, l’ex agente FBI Will Sawyer si è riciclato come supervisore della sicurezza di grande strutture. Il magnate imprenditore Chin Han lo chiama a Hong Kong con la famiglia al completo a controllare l’ “ottava meraviglia del mondo”, un super-avveniristico grattacielo, il più alto edificio sulla Terra, dotato persino di una turbina eolica ad assicurare l’energia. Ma anche il più inattaccabile dei meccanismi ha il suo tallone d’Achille; infatti quando un gruppo di terroristi provoca un enorme incendio su un piano alto, la situazione precipita. Mentre la famiglia è assediata dalle fiamme, il tapino Sawyer è sospettato di essere il responsabile dell’incidente/attentato (“Non è un incendio. E’ un boicottaggio!”). Dovrà quindi impegnarsi tra mille acrobazie per discolparsi, salvare moglie e figlie e, già che c’è, assicurare i veri responsabili alla giustizia. Pazienza se quella di Dio.

SKYSCRAPER – L’OPINIONE – Una tantum il simpatico Dwayne Johnson evita trame bamboccione e caratterizzazioni più o meno comedy, anche se quando dice “questo è stupido” prima di fare qualcosa di impossibile, lo fa chiaramente per strizzare l’occhio agli spettatori. Infilato in un catastro-action-thriller e handicappato da una protesi di metallo (che si rivelerà una risorsa, ovviamente), il non più The Rock si avvicina qui a un Bruce Willis (come non pensare al primo Die Hard?) che nasconde la sua ipermuscolatura a vantaggio del bricolage survivalista (tutto può servire, soprattutto il nastro adesivo) e a una filosofia familista e benpensante sopra tutto e tutti.

Dall’epoca dell’Inferno di cristallo, l’incendio che distrugge produce spaventi atavici e adrenalina, qui ci aggiungiamo spericolatezze acrobatiche (siamo pur sempre su un grattacielo su cui arrampicarsi mentre tutto precipita, tra travi, cavi, e vetrate che si infrangono). In più qualche combattimento corpo a corpo, sparatorie e colpi più o meno bassi (traditore incluso nel prezzo). Il regista sceneggiatore, Rawson Marshall Thurber, viene dalla commedia (i divertenti Palle al balzo, Come ti spaccio la famiglia o Una spia e mezzo ancora con Johnson) ma qui non si nota tanto; sobrio e “servizievole” il cast di contorno, con Neve Campbell che una volta faceva la maladolescente e ora la mamma che sa menare e Noah Taylor la cui faccia strana obbliga alla caratterizzazione (ma lui è uno bravo). Non è che si possa gridare alla novità, ma in tempi di calura e “cecagna”, anche un Dwayne gamba-di-ferro può servire allo scopo.