Una certa euforia

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Adoro Cannes per questo: il giorno prima è calma piatta, bei film ma atmosfera da fine del mondo e del cinema, qualità senza star, dunque inutile ai fini dei media assetati di sangue (e sempre più confusi: faccio un tweet, scrivo un pezzo, vado con le stories, posto un video? No, selfie no, verboten!), il giorno dopo è piena Euforia, titolo del bel film di Valeria Golino.

Jasmine Trinca, Valentina Cervi, Valeria Golino e Isabella Ferrari
Jasmine Trinca, Valentina Cervi, Valeria Golino e Isabella Ferrari

Spike Lee ci fa saltare sulle sedie con la parodia politica del Detective Shaft e con quel “motherfucker” con cui chiama in causa senza mai nominarlo Trump, finalmente scopriamo perché Han si chiama Solo e Chewbacca posa sulla Croisette mentre Lars von Trier indigna con il suo gorissimo e introspettivo serial killer che se la prende soprattutto con i corpi oggi venerati delle donne, al punto da fare scrivere al Mereghetti “von Trier incapace ormai di scandalizzare rivela fino in fondo la sua pochezza”. Amen.
E mentre John Travolta, “icona in vita” paragona Hollywood alla mafia (ma a nessuno era venuto in mente prima di quest’anno Horribilis?) al solo scopo di vendere il suo nuovo film su John Gotti, noi scopriamo quant’è brava la nostra Valeria Golino nel raccontare gli uomini, abile e implacabile indagatrice dei vizi e segreti e delle nascoste virtù dei due fratelli, Riccardo Scamarcio, bravissimissimo (sic), e Mastandrea, sottile e sfumato come sempre.

Riccardo Scamarcio, Valeria Golino e Valerio Mastandrea
Riccardo Scamarcio, Valeria Golino e Valerio Mastandrea

MAGGIO, IL MESE MARIANO. Malato quasi inconsapevole, Mastandrea ad un certo punto si lascia trascinare in pellegrinaggio a Medjugorje o giù di lì: purtroppo la Vergine appare solo il 2 di ogni mese e siamo già al 9. “Ci sono anche un sacco di altre belle cose da fare” gli dice Riccardo. Ma Valerio apre la finestra e di fronte gli appare un negozio di souvenir religiosi, una spianata di Madonne in gesso di varie grandezze. Va bene così. Un tempo Carmelo Bene diceva “sono apparso alla Madonna”, oggi è la madre delle madri, la donna delle donne, che appare ai nostri incerti artisti. Con una Madonna muscolare fa a botte Alba Rohwacher in Troppo Grazia (“è la  coscienza del mio personaggio” dice Alba che “pur dubitando un po’ ci spera che si sia qualcosa oltre… Il Paradiso? No, ma una rigenerazione, una risorsa”. In fondo Alba è passata dalle resurrezione dei Lazzari felici della sorella Alice alle Vergini rock nel giro di un paio di giorni a Cannes. Miracoli della Croisette.

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TUTTE BONDIANE, IL NUOVO TREND. Nella foto vi mostriamo la martellante pubblicità sui muri dell’Hotel Carlton per l’action tutto femminile The Spy Who Dumped Me con Mila Kunis e Kate McKinnon. È uno dei tanti titoli presentati al mercato che intendono trasformare un genere tutto maschile in spettacolo all female. Una scommessa al botteghino il cui battistrada sarà l’attesissimo Oceans’s 8, ma che trova la sua punta più brillante e costosa nel progetto ad alto tasso di spie-donne intitolato 355 e presentato a Cannes con sfarzo stellare e grandi feste. Il regista Simon Kinberg parla di spirito alla James Bond, e l’idea è fortemente sostenuta dalla protagonista Jessica Chastain che ha personalmente chiamato accanto a sé Penelope Cruz, Marion Cotillard, Lupita Nyong’o e Fan BingBing, tra premi Oscar, star system e multirazziali. La sceneggiatura è di Theresa Rebeck che scrisse Catwoman. Come se non bastasse, la femministissima e potente Salma Hayek sarà protagonista di The Hitman’s Wife’s Bodyguard, spin-off al femminile di The Hitman’s Bodyguard con Ryan Reynolds e Samuel J. Jackson, venduto al mercato di Cannes assieme a quell’altro progetto in linea, e che sembra una battuta The Expendabelles, spin-off di The Expendables.

Lars von TrierCAPHARNAUM-CAFARNAO. Sempre al mercato, nelle vendite, brilla in modo diverso Capharnaum, un titolo che porta anche lui sino ai Vangeli e che sarà in competizione. È il terzo film, assai commovente, della libanese Nadine Labaki che ci aveva incantato con Caramel, ed è stato già acquistato per l’Italia dalla Lucky Red proprio sulla Croisette. Incipit: chiede il giudice al bambino:“Perché hai denunciato i tuoi genitori, di cosa li accusi?”. “Di avermi fatto nascere” risponde il bimbo in piena rivolta contro la vita difficile e dolorosa in quel piccolo villaggio del tormentato Medio Oriente. Una parabola, dicono, tenerissima e mai scontata. L’antidoto che tutti cercano ai rovesci di sangue di Lars.

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Vincent Lindon

GLI ULTIMI SARANNO I PRIMI. Su tante bombe innescate e fiabe nere e gore d’autore, spicca come sempre la rara semplicità di regia, quasi un documentario eppure mai un semplice documentario, di En Guerre di Stéphane Brizé. Guerre e resistenze di lavoratori in fabbrica, vite e cadute di ogni giorno, senza paillette, senza supereroi. Tranne lui, Vincent Lindon, che raschia di voce e di rughe il ruolo della rabbia. Quello a lui più congeniale. Bravò!