10 CLOVERFIELD LANE

3 Stelle (3,0 su 5)

Id. Usa, 2016 Regia Dan Trachtenberg Interpreti John Goodman, Mary Elizabeth Winstead, John Gallagher Jr. Distribuzione Universal Durata 1h 43′

In sala dal 28 aprile

Dopo una lite con il fidanzato, Michelle si mette in viaggio nella notte della Louisiana, ma un incidente d’auto la manda fuori strada. Al suo risveglio la ragazza si ritrova in un rifugio sotterraneo dove un uomo le rivela di averle salvato la vita e che un misterioso attacco batteriologico ha sterminato l’intera umanità. A farle compagnia nel bunker c’è anche il giovane Emmett, un altro superstite scampato all’attacco. Michelle non sa se fidarsi, ma cresce in lei il timore di essere stata rapita e decide di fuggire, indipendentemente da ciò che l’attenderà fuori.

Parente di sangue o successore spirituale di Cloverfield (2008) di Matt Reeves: così il produttore J. J. Abrams definisce 10 Cloverfield Lane del regista esordiente Dan Trachtenberg. Tuttavia, se il primo era un monster movie girato in found footage, in cui la protagonista era una creatura aliena dalle sembianze di una gigantesca cavalletta intenzionata a devastare Manhattan, il seguito, invece, è un thriller psicologico dal gusto per quell’antica fantascienza per cui il mostro è in noi.
Dan Trachtenberg, 34 anni, esperto di realtà virtuale, costruisce il film su primi piani, colori acidi, rumori sordi, dialoghi allusivi, suoni inquietanti. È, poi, lo sguardo di Mary Elizabeth Winstead (La cosa, Scott Pilgrim vs. the World) e la presenza scenica di John Goodman a dare profondità ai personaggi.  Un’occhiataccia di Michelle o l’inquietante apparizione del carceriere Howard rasato e vestito di tutto punto: bastano le inquadrature fisse, senza alcun bisogno di parole, a condurre un gioco sottile tra l’ansia dei personaggi e la tensione dello spettatore.

Scritto da Damien Chazelle, sceneggiatore e regista del premiatissimo Whiplash, il film di Trachtenberg sembra, dunque, la versione moderna di un episodio dello storico serial di fantascienza, spesso paranoica, Ai confini della realtà. Non a caso il produttore J.J. Abrams specialista in regie “fantastiche” (Super 8, Mission: Impossible III, Star Trek, Star Wars – Episodio VII: Il risveglio della forza) è anche un fissato di complotti e cospirazioni. Il senso di persecuzione e paranoia pervade in crescendo i prigionieri nel bunker claustrofobico di Trachtenberg, che esplora il paranormale per riflettere su quanto ci sia di terrificante nella realtà. 10 Cloverfield Lane è una riflessione sulla paura. Cita Rosemary’s Baby per la tensione domestica, Notorious – L’amante perduta e Psycho di Hitchcock per le sfumature della paranoia. Una paura opprimente del mostro che si nasconde tra le pieghe della mente umana.