40 anni di Shining

Storia, curiosità dal set e battute memorabili del capolavoro di Stanley Kubrick

40 anni di Shining

di Oscar Cosulich

Sono passati 40 anni da quando abbiamo visitato per la prima volta l’Overlook Hotel di Shining, il capolavoro di Stanley Kubrick dove Jack Torrance (Jack Nicholson) vuole risolvere a colpi d’ascia i dissidi famigliari con la moglie Wendy (Shelley Duvall) e il figlioletto Danny (Danny Lloyd). Da allora il film è cresciuto nella memoria collettiva degli spettatori dell’intero pianeta tranne uno: Stephen King (autore del romanzo del 1977 alla base del film) che, inspiegabilmente, non ha mai accettato l’idea che il maestro del cinema si fosse preso delle libertà col suo testo. Una rabbia covata a lungo, che lo ha spinto a scrivere nel 1997 la sceneggiatura di una miniserie televisiva in tre puntate (diretta da Mick Garris), tanto fedele al libro quanto dimenticabile (ma con un cammeo dello scrittore nella scena del ballo).

Shining è un cult anche per il lettori di Ciak: nel gioco sui Film della nostra vita, infatti, ha già passato due turni, battendo in scioltezza prima Wall Street di Oliver Stone e poi vincendo anche il “derby” contro il capolavoro bellico di Kubrick Full Metal Jacket, mentre ora sta menando colpi d’ascia a un altro pur forte contendente come Il grande freddo, prenotandosi così un posto per i quarti di finale dove (salvo una rimonta dell’amaro film di Lawrence Kasdan) incontrerà il vincitore dello scontro tra L’attimo fuggente e Le iene. (vota qui I film della nostra vita)

Negli anni Shining è stato oggetto di omaggi e parodie di ogni tipo. I temi del film sono un tormentone nei Simpson (basti citare, tra le tante citazioni, l’episodio The Shinning e le gemelle Sherri e Terri, compagne di classe di Bart direttamente mutuate dalle gemelline Grady, tanto interessate a giocare col piccolo Danny). Non si possono dimenticare poi il videoclip del brano Spit It Out degli Slipknot, ma anche l’imitazione di Jack Nicholson offerta da Toyah Willcox nei suoi buffi filmati dei Sunday Lockdow Lunch al fianco del marito Robert Fripphttps://www.dgmlive.com/news/t&r-creature-features.

Nel crescendo di omaggi al film il più suggestivo è però quello filmato da Steven Spielberg, che di Kubrick è stato devoto amico, in Ready Player One. Spielberg, infatti, porta gli avatar virtuali dei protagonisti del suo film all’interno dell’Overlook Hotel. Un lavoro certosino, dove è stata effettuata una ricostruzione digitale dell’originale, dando così a Spielberg la libertà di utilizzare nuove inquadrature e tagli all’interno delle sequenze originali, combinando le immagini di Shining con i materiali aggiuntivi realizzati dalla IL&M e, in alcuni casi, ricostruendo anche fedelmente il set di Kubrick per le scene dove sono coinvolti attori in carne e ossa (come quella delle gemelle) permettendo così agli attori di interagire con l’ambiente. In post produzione, infine, si è invecchiato il footage ricostruito, per rendere la grana dell’immagine indistinguibile dall’originale.

40 ANNI DI SHINING – CURIOSITA’ DAL SET

Tra le tante scene di culto del film di Kubrick non si può dimenticare l’inseguimento finale attraverso il labirinto vegetale coperto di neve. In realtà sul set non c’era neve ghiacciata, ma solo 900 tonnellate di sale e polistirolo schiacciato.

La scena in cui Jack abbatte con l’ascia la porta del bagno dove si è chiusa Wendy è stata girata in tre giorni, impiegando sessanta porte diverse.

Quella dell’ascensore da cui esce un torrente di sangue invece, pur avendo richiesto una lunga preparazione, è stata poi girata con soli tre ciak.

40 ANNI DI SHINING – BATTUTE MEMORABILI (E LORO TRADUZIONE)

Here’s Johnny (in italiano Sono il lupo cattivo) è un’idea di Nicholson, che ha ripreso un tormentone dello show televisivo di Johnny Carson.

All work and no play makes Jack a dull boy (letteralmente “Solo lavoro e niente divertimento rendono Jack un ragazzo annoiato”), che Jack scrive compulsivamente, non riuscendo a superare il suo blocco creativo, nell’edizione italiana è diventata Il mattino ha l’oro in bocca.

40 ANNI DI SHINING – CASTING

Jack Nicholson non è stato il primo attore cui Kubrick aveva pensato per il ruolo: il regista, infatti, per la parte di Jack aveva considerato di arruolare Robert De Niro e/o Robin Williams, salvo poi cambiare idea perché non li aveva trovati “sufficientemente psicopatici”.

40 ANNI DI SHINING – SCONTRI CON LA PROTAGONISTA

Shelley Duvall si è scontrata tanto con Kubrick sul set da cadere vittima di un esaurimento nervoso che le ha provocato anche la caduta dei capelli.

40 ANNI DI SHINING – DANNY

Dopo un casting che lo ha portato a visionare cinquemila ragazzini, Kubrick ha scelto Danny Lloyd (all’epoca aveva cinque anni) per il ruolo del figlio dotato dello Shining. Kubrick, per evitare traumi al bimbo, gli disse che il film era un dramma famigliare. Il bimbo ha poi potuto vedere il film solo quando ha compiuto sedici anni, dichiarando di non esserne rimasto troppo impressionato.

40 ANNI DI SHINING – IL SEQUEL

Nel 2019, alla notizia che sarebbe uscito Doctor Sleep, film tratto dal romanzo in cui King racconta le vicende di Danny Torrance da adulto, il commento più entusiasta è venuto proprio da Danny Lloyd, ora un professore di biologia, che poco dopo aver recitato per Kubrick ha abbandonato il mondo del cinema: «Ero sorpreso…sembra davvero bello. Ero curioso, dato che c’è una linea sottile da percorrere tra Stephen King e Stanley Kubrick – ha dichiarato, con esagerato ottimismo il biologo – Sembra che abbiano trovato il modo per rendere omaggio ad entrambi».

LA STANZA

Il numero della camera maledetta dell’hotel nel romanzo è 217, nel film è diventato 237 (un numero inesistente nell’albergo) perché il gestore temeva che i clienti, visto il film, avrebbero rifiutato la stanza.