“IL LIBRO DELLA GIUNGLA”: UN LIVE ACTION COINVOLGENTE

Toni Servillo, Violante Placido, Neri Marcorè, Giovanna Mezzogiorno e Giancarlo Magalli, in veste di doppiatori, hanno presentato a Roma il remake live action de Il Libro della Giungla. In uscita il 14 aprile in oltre 700 sale grazie a Walt Disney Pictures

 

Il Libro della Giungla
Una scena de Il Libro della Giungla

Dopo aver seguito il Bianconiglio in Alice in Wonderland, scoperto il lato più umano di Maleficent e danzato con le scarpette di cristallo di Cenerentola, dal prossimo 14 aprile potremo immergerci nel cuore della giungla, tra alberi secolari e frutti esotici, grazie al remake live action de Il Libro della Giungla, la celebre pellicola d’animazione del 1967 a sua volta trasposizione dell’omonimo romanzo del 1894 di Rudyard Kipling. Un progetto che s’inserisce in quel filone di adattamenti dei classici animati Disney che presto porterà sul grande schermo titoli come La Bella e la Bestia o Campanellino. Il film, diretto da Jon Favreau, vede al centro della narrazione Mowgli (Neel Sethi), cucciolo d’uomo cresciuto da un branco di lupi in quella stessa giungla che considera casa ma che rischia di diventare un luogo ostile quando la tigre Shere Knah, scoperta la sua esistenza, decide di eliminarlo. Inizia così per il piccolo uomo un’avventura formativa che lo porterà a relazionarsi con numerosi animali e contesti inediti fondamentali nel suo percorso di crescita.

 

Il Libro della Giungla
Una scena de Il Libro della Giungla

Il film, interpretato nella versione originale da un cast stellare che annovera, tra gli altri, Christopher Walken, Scarlett Johansson e Idris Elba, nell’adattamento italiano si affida ai talenti di Toni Servillo, la pantera Bagheera – «Ha il compito di fare da mentore, fiancheggiando la crescita del bambino » -, Violante Placido, la mamma lupa Raska – Â«È materna e possessiva, vorrebbe quel cucciolo d’uomo sempre al suo fianco » -, Neri Marcorè, l’orso Baloo – Â«È un cialtrone dal cuore d’oro » -, Giovanna Mezzogiorno, il serpente Kaa – «Ha la complessità di chi seduce » -, e Giancarlo Magalli, l’orango King Louie – «Un gigantesco scimmione che pesa una tonnellata » -, tra esordi e vecchie conoscenze della sala di doppiaggio. E proprio sulle sue insidie, trucchi e soddisfazioni si è concentrata buona parte della conferenza stampa. «Si tratta di una tecnica che ha dei codici e dei pro e contro proprio come per la recitazione in cinema e teatro » racconta Neri Marcorè al quale si riallaccia subito Giancarlo Magalli che vent’anni fa prestò la voce a Filottete, il satiro di Hercules, aggiungendo: «Quella del sincrono è una tecnica meccanica. Rispetto all’America, dove prima gli attori doppiano i personaggi e poi vengono realizzati i disegni in base alle loro interpretazioni, per noi c’è una difficoltà in più. Si tratta di metterci in un vestito cucito su misura per qualcun altro ».

 

Il Libro della Giungla
Una scena de Il Libro della Giungla

Un’esperienza, quella del doppiaggio, vissuta diversamente da ogni attore, anche nella scelta di rapportarsi o meno con la voce originale del loro personaggio. «Ho ascoltato Ben Kingsley doppiare Bagheera e gli dava una nobiltà che emerge nell’accento e nella musicalità dell’inglese. In italiano non è possibile ma è pensabile per portare il personaggio in una direzione che cresce attorno a Mowgli, creando un’atmosfera di protezione e responsabilità » racconta Servillo al quale fa da contraltare Giovanna Mezzogiorno che ricorda: «Non ho sentito il doppiaggio originale tranne che per una breve battuta iniziale per farmi capire come avrebbero aggiunto effetti sonori. È stata un’esperienza nuova e bellissima ». La versione live action de Il Libro della Giungla, con un 3D funzionale alla narrazione e capace di proiettare lo spettatore nella giungla – «Vivi un’avventura che sembra vera », afferma Violante Placido, «grazie ad una tecnologia avanzata che ti fa immergere nella natura » – ha un’atmosfera molto più cupa, lasciando però intatte della parentesi ironiche e spensierate, rispetto al film d’animazione del 67. «In questa versione c’è molto di più rispetto al cartone. I personaggi sono più maturi e anche più cattivi » sottolinea Magalli al quale si ricollegano la Placido – «Un’esperienza sensoriale » – e Giovanna Mezzogiorno che commenta come «quello del cartone e del live action sono due mondi diversi, imparagonabili perché nati in due epoche diverse ».

In attesa del secondo capitolo de Il Libro della Giungla, confermato proprio in questi giorni, non vi resta che approfittare dei Cinema Days e abbandonarvi all’atmosfera selvaggia e libera della giungla, canticchiando con Baloo o correndo insieme a Mowgli.

 

Manuela Santacatterina

“IL LIBRO DELLA GIUNGLA”: ANNUNCIATO IL SEQUEL
CIAK BIZZARRO! IL LIBRO DELLA GIUNGLA

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(Foto di Pietro Coccia)