Addio a Iaia Fiastri, sceneggiatrice pioniera della commedia musicale italiana

A scrivere alcune delle commedie musicali più celebri del teatro italiano insieme a Garinei e Giovannini, come Aggiungi un posto a tavola andata in scena per la prima volta nel 1974, c’era Iaia Fiastri, sceneggiatrice brillante in tempi in cui la scrittura per la scena era un territorio quasi interamente maschile. Fiastri è scomparsa ieri a Roma, all’età di 84 anni, ma resterà per sempre uno dei nomi più importanti di un genere popolarissimo nel teatro nazionale, quello della commedia brillante con canzoni e musiche: Aggiungi un posto a tavola è ancora in scena proprio in questi giorni, a 44 anni dal debutto, al Teatro Brancaccio di Roma.

Iaia Fiastri, nata a Roma il 15 settembre 1934, ha scritto molto anche per il cinema, collaborando alle sceneggiature di Il marito è mio e l’ammazzo quando mi pare e Quando le donne persero la coda di Pasquale Festa Campanile, e Vedo nudo di Dino Risi, Basta guardarla di Luciano Salce, il comico e malinconico Pane e cioccolata di Franco Brusati con Nino Manfredi, Bianco, rosso e… di Alberto Lattuada con Adriano Celentano e Sophia Loren, ma anche il drammatico Mamma Ebe di Carlo Lizzani e il ritratto in commedia della Milano borghese anni ’80, Via Montenapoleone di Carlo Vanzina.

Sono proprio i maestri della commedia musicale Pietro Garinei e Sandro Giovannini a chiamarla per collaborare alla stesura dei testi di Angeli in bandiera. La stessa Iaia Fiastri raccontava il loro primo incontro così: «Ho incontrato Giovannini al telefono. Io stavo a letto con l’influenza, mi chiamò e mi disse: “Abbiamo sentito parlare di lei, ci hanno detto che è brava. Secondo me sono tutte chiacchiere, vorremmo verificare. Può venire oggi pomeriggio?”. Ero febbricitante, ma mi alzai dal letto e andai al Teatro Sistina. Garinei e Giovannini mi proposero di scrivere le prime due scene di una commedia musicale che poi fu Angeli in bandiera, che si svolgeva in un ambiente di prostitute e macrò. Mi raccontarono il soggetto sommariamente e mi diedero quindici giorni di tempo per scrivere. Andai a casa emozionantissima e in tre ore scrissi le prime tre scene. Il giorno dopo le limai, il terzo giorno le riscrissi, ma più o meno sempre uguali. Poi telefonai e dissi: “Ho finito”. “Male”, disse Giovannini, “ma se ha proprio finito, se non le viene meglio, venga”. Andai al Sistina e cominciai a leggere queste prime tre scene. Garinei e Giovannini ascoltavano in un silenzio ostile che si poteva tagliare col coltello. Finita la terza scena, Garinei e Giovannini si scambiarono un’occhiata velocissima come un dardo e poi Sandro disse “Abile e arruolata”. E così entrai al Sistina come loro collaboratrice». La loro collaborazione durò per trent’anni e passò attraverso commedie famosissime come Alleluja brava gente, Taxi a due piazze, Accendiamo la lampada.