Addio a Lucia Bosè, l’attrice è morta a 89 anni

Scoperta da Luchino Visconti, ha preso parte ad oltre cento film. "Sono certo che mia madre ora è in un posto migliore" ha scritto il figlio Miguel sui social

Addio a Lucia Bosè. L’attrice è morta a 89 anni a Segovia. La notizia è stata confermata da El Paìs. Figlia di Domenico Borloni e Francesca Bosè, era stata scoperta da Luchino Visconti, che le disse: “Lei potrebbe diventare un animale cinematografico”. Nel 1947 aveva vinto il concorso di Miss Italia, che le aprì le porte del cinema.

Nella sua carriera di attrice aveva preso parte a film come Non c’è pace tra gli ulivi (1950) di Giuseppe De Santis, ma soprattutto Cronaca di un amore (1950) di Antonioni. Da lui fu diretta anche in La signora senza camelie (1953). Ha recitato con Luis Buñuel, Jean Coctaeu e Federico Fellini. Fu una delle prime “maggiorate” del cinema italiano, assieme a Sophia Loren e Gina Lollobrigida.

“Cari amici, vi comunico la scomparsa di mia madre. Ora sono sicuro che andrà in un posto migliore” ha scritto su Instagram il figlio Miguel Bosè.

Lucia Bosè (all’anagrafe Borloni) nasce a Milano nel 1931. A guerra appena finita lavora in una pasticceria ma sente il richiamo della celebrita’ come le tante belle ragazze che la fine della guerra restituisce alla vita. Cosi’, appena sedicenne, prende il pullman per Stresa e si lancia nell’avventura di Miss Italia 1947. Ne uscirà con la fascia tricolore della vincitrice.

Passano appena tre anni e per lei si schiudono le porte di Cinecittà. Nel solo 1950 le offrono parti da protagonista il maestro indiscusso del cinema popolare neorealista, Peppe De Santis (Non c’è pace tra gli ulivi) e l’astro nascente al debutto Michelangelo Antonioni (Cronaca di un amore).

L’Italia dei set di allora sta laureando una dopo l’altra le miss rivelate dal cinema: oltre alla Lollo, è la stagione delle maggiorate: Pampanini, Loren, Mangano, Allasio. E su Lucia Bosè fioriscono pettegolezzi e flirt.

Lei tira dritto e pensa alla vocazione da star del cinema d’autore: nel ’51 è di nuovo agli ordini di De Santis (Roma ore 11), poi di nuovo con Antonioni (La signora senza camelie) che per la prima volta le regala l’alone di mistero insondabile, di ritrosia elegante, di malinconia distante, che saranno la sua cifra espressiva più marcata.

Nel 1955 la sua carriera prende un altro passo, più europeo e intellettuale: dopo aver ritrovato una matrice antonioniana nel bellissimo Gli sbandati di Francesco Maselli, Lucia Bosè sbarca in Spagna (Gli egoisti, di Bardem) e poi in Francia (Gli amanti senza domani di Luis Bunuel appena tornato dal Messico).

”Ci conoscemmo a Madrid durante una cena in casa di amici – così Bosè ha rievocato il suo primo incontro col mitico torero Dominguin che diviene suo marito l’anno dopo, nel ’56-. Io stavo girando un film. C’innamorammo e venni con lui in Spagna. Il resto lo sanno tutti”. La storia d’amore fece infatti il giro del mondo, fece la felicità dei rotocalchi e finì malissimo. La coppia ebbe tre figli, a cominciare da Miguel, astro del cinema e della canzone che ancor oggi definisce come ”il mio migliore amico”. Autentico padre padrone, Dominguin obbliga la moglie a lasciare i set e a ritirarsi.

Tornerà, una volta riconquistata la libertà, nel 1968 grazie alla testardaggine del più intellettuale dei registi catalani, Pedro Portabella (Nocturno 29) e poi in Italia coi fratelli Taviani (Sotto il segno dello scorpione, 1969). E’ cambiata la donna, è mutata l’attrice: Fellini ne fa un’icona solitaria in Satyricon, Bolognini la elegge a sua musa in ben tre film, da Metello al televisivo La certosa di Parma. E’ ormai a tutti gli effetti una gran dama del cinema europeo e forse per questo, alla fine degli Anni ’80 decide per la seconda volta di lasciare la scena.

Tutte le sue energie sono concentrate su un nuovo sogno, una passione: ha acquistato un vecchio mulino, vicino a Segovia e ne ha fatto Il museo degli angeli dedicato all’arte contemporanea. Insieme ai miei tre figli – dice – e’ la cosa piu’ bella che sono stata capace di fare nella mia vita”.

Addio a Lucia Bosè, il messaggio del figlio Miguel: