AL PACINO SI TRASFORMA: ECCO IL SUO PHIL SPECTOR

Una massa di capelli afro, ma biondo platino. L’aria stralunata, le giacche sgargianti. E quello sguardo da eterno maudit del rock che non dal palco, ma da dietro le quinte degli studi di registrazione, ha segnato indelebilmente la musica degli anni ’60 e ’70. È l’immagine più celebre di Phil Spector, il mitico produttore musicale dei Beatles, di Tina Turner e dei Ramones, finito in carcere per omicidio dopo uno dei casi giudiziari più celebri dello show business. La sua storia controversa arriva oggi sullo schermo grazie a uno strepitoso Al Pacino, completamente trasformato sotto occhialini e parrucche, nel legal movie Phil Spector, in onda questa sera in prima visione alle 21.10 su Sky Cinema 1HD.  Spector, oggi 74enne, ha vissuto gli anni d’oro del rock e forgiato leggende: sono suoi gli arrangiamenti di un album culto come Let It Be dei Beatles, ed è il creatore del “Wall of Sound” (“muro del suono”), una tecnica di registrazione che rendeva appunto il suono più denso e compatto e che ha cambiato per sempre l’impatto sonoro della musica pop.

Dopo essere quasi sparito dalle scene negli anni ’80 e ’90, però, Spector è tornato alla ribalta accusato di omicidio dopo che la modella Lara Clarkson era stata trovata morta nel suo lussuoso palazzo. Lara è morta per un colpo di arma da fuoco, ma Spector ha sempre dichiarato che si è trattato di un suicidio accidentale. La corte non gli ha creduto: nel 2009 è stato condannato a 19 anni di prigione.

Phil Spector vanta un “cast and credits” da grande evento: la regia è di David Mamet, lo sceneggiatore da Premio Pulitzer di Americani, Il postino suona sempre due volte, Il verdetto e regista di Il colpo, e oltre ad Al Pacino (doppiato nella versione italiana da Giancarlo Giannini), nel film compare anche Helen Mirren nel ruolo di Linda Kenney Baden, l’avvocato difensore di Spector, che col suo assistito creò una complicata relazione.

Non è la prima volta che Pacino interpreta personaggi discussi e realmente esistiti: è stato anche l’avvocato Roy Cohn nella miniserie Angels in America e il “dottor morte” Jack Kevorkian nel film tv You Don’t Know Jack. «Non ho incontrato Spector prima di interpretarlo: non so quanto sarebbe stato utile incontrarlo ora che è in prigione, visto che nel film raccontiamo la sua vita prima della sentenza », ha detto Al Pacino. «Come sempre, quando interpreto persone realmente esistite, mi sono fatto aiutare anche dalla mia personale idea sul personaggio. Spector era un genio, con il Wall of Sound ha portato la musica ad un altro livello. Ma è sempre stato eccentrico, spericolato, quasi anarchico. Ed è stato un piacere lavorare con Mamet, uno dei grandi scrittori del nostro tempo. Quando scrive, lo fa per gli attori. E l’aspetto più interessante del film è che non prende mai posizione sulla colpevolezza di Spector, lascia sempre il beneficio del dubbio ».

Elisa Grando