Alessandro Gassmann sul set di “Non odiare”: «L’odio è il grande problema della società di oggi»

«L’odio è il grande problema della società di oggi, attraversa tutti i livelli sociali, parte dalla politica, passa per gli intellettuali e la gente normale. Siamo in una società sempre più spesso invasa dalla violenza verbale, che si traduce in violenza vera di tutti i tipi». Per questo Alessandro Gassmann ha scelto di interpretare un film che affronta di petto proprio questi temi, Non odiare, opera prima di Mauro Mancini, in corso di riprese a Trieste.

Gassmann interpreta Simone Segre, un medico di origine ebraica che rifiuta di soccorrere un uomo perché si accorge che ha tatuato sul petto un simbolo nazista, ma dovrà fare i conti con la propria coscienza. La storia è ispirata a un vero fatto di cronaca «che ci ha guidati nel tema del senso di colpa e dell’odio, tramandati di generazione in generazione», spiega il regista sul set triestino. «Per tutto il film Simone, il protagonista, proverà a rimediare alla sua decisione di lasciar morire l’uomo, con il rischio di perdere la sua identità, la sua vita ordinaria».

Gassmann: «Una storia che mi riporta alle mie origini»

Per Gassmann, felice di aver partecipato a due opere prime in sequenza (oltre a questa anche Mio fratello rincorre i dinosauri di Stefano Cipani, «le sceneggiature migliori che ho letto quest’anno», dice l’attore), quello di Simone è un personaggio delicato, che lo riporta alle sue radici: «Mia nonna paterna era ebrea, molte persone della mia famiglia sono state deportate e uccise durante la Seconda Guerra Mondiale: non avevo mai toccato prima l’argomento al cinema, ma fa parte delle mie origini. Mio padre Vittorio si è salvato, e ha salvato sua madre e sua sorella, perché era nella nazionale di pallacanestro e nel Ventennio i grandi sportivi venivano risparmiati dalle leggi razziali. Tutto quello che ha a che fare con il razzismo, dunque, mi tocca particolarmente. Mi fa piacere affrontare questo tema con una sceneggiatura equilibrata e raffinata. E per la prima volta è stato concesso il permesso di girare nella sinagoga di Trieste, tra le più grandi d’Europa: non sono credente, ma sono diventato amico del rabbino».

Gassmann è spesso impegnato sul fronte dei temi sociali che gli stanno più a cuore, anche dal suo profilo Twitter: «A prescindere dalla politica, che non frequento e non mi interessa, se vedo un’ingiustizia tendo a dirla, se c’è una cosa che mi piace cerco di promuoverla. Sono Ambasciatore di Buona Volontà dell’UNHCR, ho girato il documentario TORN nei territori limitrofi alla Siria su artisti siriani rifugiati. Ora sento la necessità di impegnarmi per l’ambiente: gli scienziati sono unanimi nel segnalare che, se i governi non agiranno al più presto, il nostro pianeta andrà verso il disastro. Chi non si esprime, facendo un mestiere pubblico e avendo la fortuna di essere ascoltato, commette un errore grave: va inserito nella categoria degli indifferenti, la più pericolosa del nostro tempo». 

Sara Serraiocco è Marica

Nel cast ci sono anche Sara Serraiocco e Luka Zunic nei panni di Marica e Marcello, i figli dell’uomo che Simone lascia morire. Lui è un adolescente contagiato dalle idee neonaziste del padre, lei, racconta Serraiocco, «una ragazza che sta affrontando il suo percorso d’identità e vorrebbe liberarsi dall’ideologia che ha sempre oppresso la sua famiglia. Vive però un conflitto interiore: non sa se seguire i suoi desideri o prendersi cura di questa famiglia dopo il lutto».

Alessandro Gassmann, il regista Mauro Mancini e Sara Serraiocco

«Tra Simone e Marica ci sarà un avvicinamento molto rarefatto e intimo: lui la prenderà come donna delle pulizie per capire cosa sia successo nella vita di queste persone dopo il lutto causato dal suo gesto», anticipa Mancini. «Non odiare tocca temi cruciali nel periodo storico che stiamo vivendo, come la paura legata al non conoscersi», aggiunge Gassmann. «Ci stanno dicendo che dobbiamo avere paura: è un tranello, ma questi timori creano reazioni scomposte che ricordano momenti del passato che si spera non ritornino più».

Il film è una coproduzione Italia/Polonia di Movimento Film e Agresywna banda con Rai Cinema, e sarà distribuito da Notorious Pictures: «Una sceneggiatura attualissima, alla quale ho creduto subito: intolleranza, antisemitismo, pregiudizi, violenza verbale e fisica sono fenomeni a cui assistiamo ogni giorno», dice il produttore Mario Mazzarotto.

Mauro Mazzarotto, Alessandro Gassmann, Sara Serraiocco, Mauro Mancini e Luka Zunic