Alicia Vikander al Festival di Zurigo: «Il mio viaggio nell’eutanasia con Eva Green»

La sua carriera è cominciata solo dieci anni fa, ma Alicia Vikander sembra avere ben chiaro cosa vuole da questo mestiere. Alla 13esima edizione del Festival di Zurigo è arrivata per presentare Euphoria (distribuito in Italia da Bim), che la vede recitare accanto a Eva Green. Scritto e realizzato dalla svedese Lisa Langleth, che aveva già diretto Alicia in Pure e Hotell, prima del successo internazionale dell’attrice, Euphoria è il primo film in lingua inglese della regista, ma anche il primo lavoro prodotto dalla Vikander con la neonata Vikarious Productions.

Vikander e Green interpretano due sorelle, quasi estranee, che decidono di trascorrere insieme qualche giorno di vacanza in Europa. È Emilie a invitare Ines, la sorella artista che non ha mai tempo per la famiglia e che si è lasciata alle spalle tutti i fantasmi. Il viaggio potrebbe essere una buona occasione per parlare e risolvere qualche problema rimasto sotto il tappeto. Sorpresa dalla costosissima vacanza che Emilie sta per offrirle, Ines scopre con sgomento la verità su ciò che la sorella ha pianificato per entrambe. La sontuosa magione in cui hanno preso alloggio è infatti una esclusiva clinica per l’eutanasia, dove Emilie ha deciso di porre fine ai suoi giorni. Inorridita, Ines vorrebbe fuggire portando con sé Emilie, ma non sarà così semplice.

“Mi sono dedicata a questo progetto indipendente come attrice e come produttrice – ha detto la Vikander – perché il tema trattato è quasi un tabù, capace di sollevare questioni profonde sulla famiglia, sulla vita e sulla morte. Argomenti che non vengono affrontati spesso al cinema. Lisa ha avuto il pieno controllo del film e io l’ho sostenuta in tutti i modi. Come produttrice ho intenzione di privilegiare pellicole che vedano soprattutto donne davanti e dietro la macchina da presa. Negli ultimi quattro film che ho girato non ho quasi mai avuto scene con altre donne e questo mi ha fatto riflettere. Credo che ci sia bisogno anche di altre storie e di voci diverse”.

Non esclude di poter passare un giorno anche dietro la macchina da presa, se il progetto giusto dovesse arrivare. Nel frattempo la vedremo nel prossimo film di Wim Wender, Submergence, e nei panni di Lara Croft in Tomb Raider. “Da piccola andavo a vedere mia madre a teatro recitare Ibsen e Strindberg, sono cresciuta sognando di far parte di quel mondo. Non avevo un personaggio in particolare che mi sarebbe piaciuto interpretare, ma di certo sono rimasta molto colpita quando ho scoperto Lara Croft, la prima eroina di un videogames. Non avrei mai immaginato di interpretarla un giorno. Pensate che quando ho vinto il Golden Globe per The Danish Girl mi sono fatta fate un milione di foto perché ero certa che mai più mi sarebbe ricapitato di avere un premio tra le mani. E poi è arrivato l’Oscar!”.