Alla Mostra arriva Babyteeth, il film su una quattordicenne malata di cancro che scopre l’amore

Babyteeth è la piéce teatrale di Rita Kalnejais, commissionata dal Belvoir St Theatre di Sydney dove è andata in scena nel 2011, per la regia di Eamon Flack. Il testo racconta la storia della quattordicenne Milla ammalata di cancro. L’intera performance è uno studio su come Milla interagisca con i genitori (che sembrano darle più problemi della malattia stessa) e Moses, il piccolo spacciatore di quartiere con cui lei intreccia una relazione sentimentale dal futuro più che incerto. Questa agrodolce commedia ha avuto un discreto successo in teatro, anche se alcuni critici non hanno potuto fare a meno di sottolineare come la scrittura di Kalnejais fosse più godibile da leggersi che non da rappresentare a teatro, a causa di alcune indicazioni dell’autrice, «impossibili» da mettere in scena. Difficile infatti capire come realizzare, ad esempio, «una moltitudine di piccioni unti e lucidi si lancia verso il cielo. Piume e pidocchi cadono sulla piattaforma con le loro ombre».

Ecco allora il cinema correre in soccorso all’ambiziosa commediografa, cui viene chiesto di adattare il testo per trasformarlo in una sceneggiatura. Alla regia è chiamata Shannon Murphy, che debutta così nel lungometraggio dopo aver realizzato svariati corti come Kharisma (presentato nel 2014 a Cannes e Toronto) e Eaglehawk del 2015, oltre ad aver diretto diversi episodi per serie TV come Sisters, Rake e On the Ropes.

«Ho adorato ogni minuto delle riprese di questo film, sostenuto da un cast prodigioso e una troupe totalmente dedita al lavoro – ha detto entusiasta Murphy – il nostro è stato un viaggio alla scoperta della tensione al tempo stesso comica e drammatica all’interno della famiglia Finlay, costretta ad accettare un intruso come Moses, che si inserisce nella loro casa già disfunzionale».

Oscar Cosulich