“ANOMALISA”: LA RECENSIONE!

Id. Usa, 2015 Regia Charlie Kaufman, Duke Johnson Interpreti (Voci) Angelo Maggi, Claudia Razzi, Stefano Benassi Sceneggiatura Charlie Kaufman Produzione Starburns Industries Distribuzione Universal Durata 1h e 30′

In sala dal 

25 febbraio

Autore di un libro di successo, Come posso aiutarvi ad aiutarli, lo sposato e padre Michael Stone è a Cincinnati in attesa di tenere una conferenza il giorno dopo. In realtà è una persona profondamente insoddisfatta e depressa che si intristisce tra alcool e goffi tentativi di riallacciare rapporti con vecchie amanti, ma quando incontra la banale, tenera Lisa, giunta lì da Akron proprio per la convention in cui dovrebbe parlare, il suo cuore ricomincia a palpitare, a provare emozioni. Che sia la svolta della sua grigia esistenza?

Un tema quasi da letteratura USA tardi anni ’50 (tipo L’uomo dal vestito grigio, Revolutionary Road, The Swimmer), quella che cioè che metteva in luce il male oscuro della conformista e allineata società borghese, più una serie di svolte narrative verso un incubo horror “alla Kafka”, più una tecnica di animazione quasi avant-pop, che mescola pupazzetti animati a passo uno e computer grafica in funzione assolutamente realistica, simile a certi stupendi videoclip di una volta. Ce ne abbastanza per fare di Anomalisa una bizzarra quanto riuscita esperienza visivo-intellettuale. Charles Kaufman, sceneggiatore e co-regista (assieme a Duke Johnson, autore di short e di episodi di animazione tv con Mary Shelley’s Frankenhole ) ha al suo attivo eccentriche prove d’autore (il suo script più riuscito è Se mi lasci ti cancello, ma anche Essere John Malkovich, o Il ladro di orchidee, mentre come regista lo ricordiamo nel complicato Synecdoche, New York) e questa non fa eccezione, utilizzando uno strumento artistico destinato (a parte quando viene usato dall’avanguardia) a un pubblico familiare se non infantile, per rappresentare, con sprazzi di humour sarcastico a volte persino crudele, la miseria della condizione metafisica dell’uomo contemporaneo, pupazzo con la maschera rinchiuso in un inferno angusto, ripetitivo e claustrofobico, manipolato dai suoi stessi fasulli bisogni. In originale, notevole anche il lavoro dei doppiatori, David Thewlis e Jennifer Jason Leigh nei due ruoli principali, mentre altri personaggi (significativamente) hanno la (stessa) voce di Tom Noonan. Nella versione italiana, il compito è toccato rispettivamente a Angelo Maggi, Claudia Razzi e Stefano Benassi. Se non vincerà l’Oscar nella specifica categoria animazione, Anomalisa potrà comunque fregiarsi per sempre del Leone d’Argento-Gran Premio della Giuria che Venezia gli ha giustamente assegnato.

Massimo Lastrucci