Auguri CIAK! Le nostre cover più belle: era il 2011

Sul numero di agosto - in edicola - la seconda parte dello speciale che ripercorre i primi 35 anni di vita di Ciak attraverso le copertine più significative del 2011. Ecco i film che hanno lasciato il segno...

2011

Nel Venerdì Santo del 2004 arriva nelle nostre sale il volto insanguinato di Jim Caviezel, il Gesù prossimo alla crocefissione di Passion di Mel Gibson. Un film girato interamente in Italia e recitato in latino, ebraico e aramaico con sottotitoli, che ha spaccato la critica ottenendo però un grande successo al botteghino (oltre 610 milioni di dollari nel mondo). Ma in quell’anno sono stati tanti i viaggi indietro nel tempo: Tom Cruise nel Giappone di fine Ottocento diventa L’Ultimo Samurai nel film di Edward Zwick, Brad Pitt è Achille (Eric Bana Ettore e Orlando Bloom Paride) nel kolossal Troy di Wolfgang Petersen e Colin Farrel Alessandro Magno (con Angelina Jolie come mamma) nell’Alexander di Oliver Stone.

In questo cinema rivolto al passato spicca The Aviator, la storia di Howard Hughes, raccontata magnificamente da Martin Scorsese grazie anche a Leonardo DiCaprio nei panni dell’eccentrico imprenditore e Cate Blanchett, che vincerà l’Oscar, straordinaria Katharine Hepburn. Una copertina di Ciak va anche a Jude Law, Nicole Kidman e Renée Zellweger, protagonisti di Ritorno a Cold Mountain di Anthony Minchella. Anche qui si fa un salto indietro, fino all’Ottocento, ma nel 2004 c’è anche il racconto del presente, con tutti i suoi pregi e (soprattutto) i suoi difetti. Emblematica è la storia di Viktor Navorski (Tom Hanks), bloccato dalla burocrazia all’aeroporto JFK di New York in The Terminal di Steven Spielberg.

E poi il mondo dietro al dramma dell’11 settembre mostrato da Michael Moore in Fahrenheit 9/11 (Palma d’oro a Cannes), ma anche le tentazioni tecnologiche nel magnifico Se mi lasci ti cancello di Michel Gondry con Jim Carrey e Kate Winslet. Questo è anche l’anno di Collateral di Michael Mann (ancora con Tom Cruise), di Monster con Charlize Theron irriconoscibile (meriterà l’Oscar), di Ray, la bio di Ray Charles che varrà la statuetta a Jamie Foxx, del Castello errante di Howl di Miyazaki e di Ferro 3 di Kim Ki-duk.

E poi c’è il caso Donny Darko, uscito senza gran successo nel 2001 e diventato cult nella versione director’s cut tre anni dopo. Spazio anche ai sequel, da Shrek 2 al secondo Kill Bill, fino a Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, diretto da Alfonso Cuaron.

Quanto all’Italia, a Cannes viene applaudito Paolo Sorrentino con Le conseguenze dell’amore, escono Non ti muovere di Castellito, Primo amore di Garrone, Tre metri sopra il cielo, che lancia Riccardo Scamarcio, e Tu la conosci Claudia?, ennesimo successo di Aldo, Giovanni e Giacomo.

Testo di Giuditta Targhini

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