AUGURI WOODY ALLEN, IL REGISTA CHE HA FATTO LAVORARE PIÙ STAR NELLA STORIA DEL CINEMA

Chissà se un simpatizzante democratico come Woody Allen avrebbe inserito oggi in un suo film Donald Trump. Probabilmente no, ma quasi vent’anni fa, nel 1998, il neo presidente degli Stati Uniti era soltanto un magnate dell’industria e in un film come Celebrity una sua apparizione ci stava a pennello. Sì perché Allen, 81 anni il 1° dicembre, tra partecipazioni da protagonista e semplici camei è il regista che ha utilizzato il maggior numero di attori nella storia del cinema: oltre 250 per rimanere ai nomi più di richiamo, ma molti di più se si considerano anche i puri caratteristi. Per un attore partecipare a un film diretto da Allen è come avere una nota di merito nel proprio curriculum, la chicca che consacra e a volte anche premia, vedi gli Oscar a Diane Keaton per Io e Annie (1977), Michael Caine e Dianne Wiest per Hannah e le sue sorelle (1985), Martin Landau per Crimini e misfatti (1989), Mira Sorvino per La dea dell’amore (1995) e Cate Blanchett per Blue Jasmine (2013).

Insieme a questi nomi c’è quasi tutta Hollywood. La parte del leone l’hanno fatta le donne che più gli sono state accanto, Diane Keaton, apparsa in 7 film e Mia Farrow in ben 13, mentre la seconda moglie Louise Lasser in tre e la terza, Soon-Yi Previn solo in una (Hannah e le sue sorelle). Ma, scorrendo la filmografia, si incontrano nomi illustri. Eccone alcuni: Sigourney Weaver, nel cast di Io e Annie; Sharon Stone, utilizzata al suo esordio come un’apparizione dal treno in Stardust Memories (1980), dove protagonista era Charlotte Rampling; Meryl Streep, ex moglie lesbica in Manhattan (1979); Madonna, prostituta in Ombre e nebbia (1991); Drew Barrymore, Natalie Portman e Julia Roberts nel musicale Tutti dicono I Love You (1996); Demi Moore nel composito Harry a pezzi (1997).

E ancora Charlize Theron, Melanie Griffith e Winona Ryder nel già citato Celebrity; Uma Thurman in Accordi e disaccordi (1999); Scarlett Johansson in Match Point (2005), Scoop (2006) e Vicky Christina Barcelona (2008), accanto a Pénélope Cruz (nel cast anche di To Rome with Love); Naomi Watts in Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni (2010), Marion Cotillard e Rachel McAdams in Midnight in Paris (2011, con l’apparizione di Carla Bruni, all’epoca inquilina all’Eliseo con Nicolas Sarkozy); Ornella Muti e Donatella Finocchiaro in To Rome with Love (2012); Emma Stone in Magic in the Moonlight (2014) e Irrational Man (2015); Kristen Stewart in Café Society (2016) e Kate Winslet nel suo prossimo film in lavorazione.

E gli uomini? Anche loro a disputarsi un ruolo. E allora ecco Burt Reynolds e Gene Wilder esilaranti in Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso e non avete mai osato chiedere (1972); Christopher Walken in Io e Annie (con cameo di Jeff Goldblum); Max Von Sydow, attore cult dell’amato Ingmar Bergman in Hannah e le sue sorelle, dove recitava anche John Turturro; Gene Hackman in Un’altra donna (1988), John Malkovich in Ombre e nebbia; Liam Neeson in Mariti e mogli (1992); Edward Norton in Tutti dicono I Love You; Robin Williams (fantastico come attore “fuori fuoco”), Stanley Tucci, Tobey Maguire e Billy Crystal in Harry a pezzi; Kenneth Branagh e Leonardo DiCaprio in Celebrity; Sean Penn in Accordi e disaccordi; Hugh Grant in Criminali da strapazzo (2000).

Insieme a loro anche Will Ferrell e Steve Carell (anche in Café Society) in Melinda e Melinda (2004); Hugh Jackman in Scoop; Ewan Mc Gregor e Colin Farrell in Sogni e delitti (2007); Javier Bardem in Vicky Christina Barcelona; Antonio Banderas, Anthony Hopkins  e Josh Brolin in Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni; Owen Wilson e Adrien Brody in Midnight in Paris; Roberto Benigni, Giuliano Gemma, Antonio Albanese e Riccardo Scamarcio in To Rome with Love; Colin Firth in Magic in the Moonlight; Joaquin Phoenix in Irrational Man e Justin Timberlake nel nuovo film in lavorazione.

Spazio anche per uomini di cultura e costume: lo scrittore Truman Capote, il musicista Paul Simon e il sociologo Marshall McLuhan in Io e Annie; la fondatrice del Living Theatre Judith Malina e il musicista latino Tito Puente in Radio Days (1987); i registi John Waters in Accordi e disaccordi e Mark Rydell in Hollywood Ending (2002) e gli stilisti Dolce e Gabbana in To Rome with Love. E se qualche star è finora rimasta fuori dal cartellone dei film di Allen può attendere con fiducia il suo turno: il regista newyorkese è anche molto prolifico e ha tutta l’intenzione di seguire le orme di suo padre, scomparso a 101 anni e di sua madre, morta a soli 96…