Baby, la serie di Netflix non è (solo) il racconto dello scandalo dei Parioli

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Le storie su Instagram, le canzoni dei TheGiornalisti, i beat della trap e le “macchinette”, ovvero, le microcar status symbol dei figli della Roma bene. Sono questi i fili di Arianna scelti da Baby, l’attesissima serie di Netflix, per guidarci nel labirinto dei Parioli, il quartiere più ricco e ambito della capitale.

OLTRE LA CRONACA – È lì che vivono le famiglie romane più benestanti. È lì che si raccoglie la crème della città tra case di lusso e feste esclusive. È lì che nel 2014 la Polizia ha scoperto un torbido giro di sesso,soldi e trasgressioni che coinvolgeva due ragazzine. Ora lo scandalo delle baby squillo arriva sul piccolo schermo. Le ventenni Benedetta Porcaroli e Alice Pagani sono le protagoniste dei sei episodi dello show, disponibile in streaming dal 30 novembre. Il cast è ricco di attori giovanissimi, affiancati da interpreti affermati come Isabella Ferrari, Claudia Pandolfi, Paolo Calabresi e Tommaso Ragno. Diretta da Andrea De Sica e Anna Negri, Baby è nata dai Grams, un collettivo di giovanissimi autori (Antonio Le Fosse, Eleonora Trucchi, Marco Raspanti, Giacomo Mazzariol e Re Salvador) che ha lavorato al fianco degli scrittori Isabella Aguilar e Giacomo Durzi. Ispirata liberamente al celebre fatto di cronaca, la serie racconta il mondo degli adolescenti tra paure, insicurezze e segreti inconfessabili.

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ACQUA E SAPONE – Al centro della scena di Baby troviamo Chiara e Ludovica. «Chiara ha 16 anni, vive ai Parioli. Ha una famiglia distrutta», ci racconta l’attrice che la interpreta, Benedetta Porcaroli, resa celebre dalla serie tv Tutto può succedere e protagonista alla 13esima Festa del Cinema di Roma con il thriller psicologico Tutte le mie notti. «I suoi genitori sono separati in casa, ma fingono che tutto vada bene. In questo clima soffocante Chiara non riesce a trovare la propria identità. Fatica a provare veri sentimenti. Non è una ragazza vuota, ma vuole proteggersi. È alla disperata ricerca di un rapporto autentico, fino a quando incontra Ludovica. Tra loro scatta subito qualcosa, come un amore a prima vista, perché capiscono di essere molto simili nel profondo».

BabyPOLI OPPOSTI – «Ludovica è una ragazza estremamente sensibile che risponde sempre d’istinto alla vita. È come un animaletto selvatico! – aggiunge l’altra protagonista, Alice Pagani, al debutto nel mondo delle serie tv dopo aver catalizzato la scena al cinema interpretando Stella in Loro di Paolo Sorrentino – Ludovica è pazza e romantica. Fa un rumore incredibile quando si emoziona, mentre io tendo a esprimere quello che provo solo con uno sguardo. È stata una sfida interpretarla, anche quando ho dovuto imparare lo slang romano. Un’impresa non facile per una marchigiana come me». L’elemento cardine di Baby è l’amicizia tra le due ragazze, due poli opposti che si attraggono. Chiara è la studentessa più popolare della scuola, ha una bellezza acqua e sapone. Stupisce con la  semplicità che nasce da un’adolescenza che fiorisce, per dirla con gli Stadio. Ludovica invece è un’outsider, ha un look che ricorda lo stile di Natalie Portman in Léon, e usa la malizia come scudo per respingere gli insulti dei bulli e gestire i contraccolpi di una famiglia altamente disfunzionale. Unite da un legame viscerale e inaspettato, che le condurrà lungo strade lastricate di trasgressive intenzioni,Chiara e Ludovica frequentano il prestigioso, esclusivo e fittizio liceo Collodi.

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LOLITE 2.0? –  Se pensate però che Baby sia un racconto voyeuristico di una storia scandalosa, siete fuori strada. «Le protagoniste non sono rappresentate come delle povere bambine indifese, vittime di un orco, ma agiscono in modo consapevole» aggiunge il regista Andrea De Sica. «Siamo andati oltre la questione pruriginosa, per capire Chiara e Ludovica. Insieme esplorano la loro identità e il potere femminile, quando scoprono di avere  un’influenza anche sugli uomini più grandi» spiega l’altra regista Anna Negri. E gli adulti che ruolo hanno in questa storia? Di certo l’immagine che ne esce non è lusinghiera. Ci sono padri assenti e altri ossessivi, uomini pronti ad approfittare di ogni situazione e donne che faticano a portare avanti le loro vite. Così, spesso, le parti si invertono e sono i figli a doversi prendere cura dei genitori. «Io e Isabella Ferrari, che nella serie interpreta mia madre, abbiamo lavorato molto insieme dietro le quinte per portare in scena il legame di amore e odio che unisce Ludovica e Simonetta», rivela Alice Pagani. «Anche Chiara ha un rapporto conflittuale con la mamma. – aggiunge Benedetta – La sensazione generale è che entrando nelle vite di queste ragazze si percepisce una tensione costante. È come se una bomba a orologeria dovesse esplodere da un momento all’altro».
BabyALLA RICERCA DELL’AMORE – «Esiste una grande difficoltà di comunicazione tra tutti i protagonisti perché ciascuno di loro ricerca l’amore in un mondo dove sembra impossibile trovarlo» precisa Marco Raspanti dei Grams. «E la situazione è anche più complessa per i ragazzi: non sono ancora adulti ma nemmeno bambini», evidenzia Giacomo Mazzariol, un altro membro del collettivo degli sceneggiatori, «Sono a metà tra il loro tempo, quello per scoprire se stessi, e quello in cui entrano in società e cominciano ad avere qualcosa da portare a termine. L’adolescenza è una fase di disorientamento. I ragazzi reagiscono alla paura di vedere davanti a sé il vuoto, perdendosi nel presente. E come tutti gli adolescenti anche i protagonisti di Baby cercano di sentirsi vivi. Le loro scelte sono come vibrazioni utili per orientarsi sulla propria strada. A volte prendono decisioni sbagliate che li depistano e li portano in mezzo ai pericoli, ma di fatto si perdono per ritrovarsi».

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