Before I Disappear, di Shawn Christensen

GB/Usa, 2014 Regia Shawn Christensen Interpreti Shawn Christensen, Fatima Ptacek, Emmy Rossum, Paul Wesley Sceneggiatura Shawn Christensen Produzione Shawn Christensen, Damon Russell, Lucan Toh Durata 1h e 38′

 

Un corridoio, percorso a passi lenti. Le porte dei luridi bagni di un club aperte una dopo l’altra. E poi la morte, che ha le sembianze di una bellissima donna con un laccio emostatico al braccio e una siringa vuota. È questo l’oscuro inizio di Before I Disappear, con Shawn Christensen regista, sceneggiatore e protagonista, in concorso a Venezia nella sezione Giornate degli Autori. L’intera pellicola, tratta da Curfew, cortometraggio che è valso l’Oscar al giovane autore nel 2013, è la parabola ascendente di un uomo disperato, Richie, che vive un’esistenza ai margini della società, fatta di eccessi e situazioni pericolose, e che trova la forza di cambiare, in una New York colorata soltanto dalle brillanti luci notturne. Da una vasca piena del suo stesso sangue Richie riemerge, letteralmente, grazie all’insistente suono di un telefono. È la sorella che gli chiede aiuto e gli affida sua figlia Sophia (Fatima Ptacek): da un lato una bambina troppo intelligente per la sua età, ligia al dovere, rispettosa delle regole; dall’altro un uomo che invece le infrange, perennemente con gli occhi arrossati e una sigaretta in bocca. I due si trovano ad affrontare, in una sola, lunga notte, una serie di episodi che cambieranno entrambi per sempre.

In una già difficile situazione, nella quale un individuo che vive in un mondo costellato di demoni interiori ed esteriori si deve occupare di una bambina di undici anni, si inseriscono le vicende dei capi di Richie, Gideon (interpretato da Paul Wesley, volto noto grazie alla serie televisiva The Vampire Diaries) e Bill (Ron Perlman), rivali nel lavoro e nella vita. Luci ed ombre di un uomo che già da tempo cammina a braccetto con la morte, quella che si siede accanto a lui nel film, che lo sfiora e lo accarezza, perfetta metafora di quello che sente nel cuore.
Momenti di acuta comicità, dati da una trama fatta di equivoci, si intrecciano a sentimenti forti, che commuovono. Un ottimo film quello di Christensen, emozionante, coinvolgente, che mostra, attraverso il percorso del protagonista, che il cambiamento è possibile e che il passato, per quanto torbido, può essere cancellato per ripartire e ricominciare a vivere.

 Rudy Ciligot