Benvenuti a casa mia!

Sbarcata questa mattina al Lido, Luisa Ranieri è la madrina della 71ª Mostra del Cinema di Venezia. L’abbiamo intervistata poco dopo il suo arrivo per captare a caldo le sue impressioni sulla manifestazione che prenderà il via domani sera con la proiezione in concorso di Birdman di Alejandro González Iñárritu.

Cosa significa per lei essere la madrina della manifestazione?

Per me, oltre a sentirmi onorata e molto felice che mi abbiano scelta, significa essere una buona padrona di casa e quindi mi preparo a esserlo. Per farlo, ho scritto due brevi parole sul cinema, non il cinema di quando io ero bambina e sognavo di fare l’attrice, ma in generale, un benvenuto a casa mia, che è la casa di tutti coloro che amano il cinema.

Seguiva Venezia già negli anni precedenti?

Sì, ma dai giornali. Non sono mai venuta se non avevo un compito, perché per noi attori è molto stressante stare comunque su un festival. Quindi, in linea generale, vengo se devo lavorare, altrimenti sto a casa (ride, ndr).

Quali film attende di più o le suscitano maggior interesse?

M’interessa molto Birdman di Iñárritu, che aprirà domani. Sono molto contenta di vederlo, perché lui è un autore che mi piace molto. Ho visto tutti i suoi film, ma questo m’incuriosisce particolarmente. Il poster è stupendo. Iñárritu è sempre un autore capace non dico di sconvolgere, ma comunque di mostrare un punto di vista diverso sulle cose. Ha sempre affrontato le tematiche da un’ottica diversa. Babel è un film bellissimo, come 21 grammi. Lui è un signor regista che si è misurato con registri diversi. Un suo film può piacere o non piacere, ma sicuramente è un autore con un occhio speciale sulle cose e io penso che quando c’è una grande testa dietro, un’idea ben precisa dell’immagine, puoi discutere il film ma non l’autore.

E poi ce ne sarà per forza almeno un altro…

A parte quello (sottintende Perez., protagonisti Luca Zingaretti e Marco D’Amore) perché l’abbiamo coprodotto, ma che non ho visto finito, solo alcuni pezzi mentre giravano, anche in questo caso Edoardo De Angelis mi sembra un regista che si è misurato con temi completamente diversi rispetto al film che ha girato con me, Mozzarella Stories.  Perciò sono molto curiosa, conoscendo molto bene anche la sceneggiatura, di vedere come l’abbia trasposta in film. Farò il tifo per Perez. anche se è fuori concorso, è solo nella selezione ufficiale, e farò il tifo per Il giovane favoloso di Mario Martone, che è un autore che mi piace molto, e per Anime nere di Francesco Munzi, regista anche lui con una visione tutta sua delle cose e che m’incuriosisce sempre molto.

 

Nella foto: l’arrivo di Luisa Ranieri al Lido