BERLINO: ECCO PERCHÉ “CENERENTOLA” DI KENNETH BRANAGH È IRRESISTIBILE

Lily_JameSembrava che i critici qui a Berlino non aspettassero altro. Dopo la delusione dei grandi maestri (Herzog, Wenders, Malick), e dopo una lunga serie di film guatemaltechi, vietnamiti, rumeni (ma l’offerta di questa edizione del Festival è stata di altissimo livello), impegnativi anche per i più rigorosi cinefili, ecco che la Cenerentola di Kenneth Branagh ha riportato il sorriso a Berlino. E persino il sole. Perché diciamo la verità, il regista non si è inventato quasi nulla rispetto al celebre cartoon diseyano del 1950, ma come si fa a resistere alle lusinghe della Fata Madrina, della perfida matrigna con sorellastre annesse, dei topolini parlanti (o quasi), della zucca trasformata in carrozza, delle scarpette di cristallo, del romantico ballo a corte? Non si può. Ed ecco allora che quando Helena Bonham-Carter in versione meringa avvolge la povera Cenerentola di uno strepitoso abito azzurro, in sala i sospiri di tutte le ex bambine si tagliano con il coltello. E quando assistiamo alla celebre corsa di mezzanotte, mentre la carrozza torna zucca, i cavalli topolini e il cocchiere oca, l’applauso esplode liberatorio, e a ridere sono proprio tutti. Branagh, che ha flirtato con Shakespeare sullo schermo non solo dirigendo Hamlet e Molto rumore per nulla, ma anche immaginando il nuovo Thor, sostiene che in fondo in fondo c’è sempre un po’ di Bardo in ogni storia.

Cate Blanchett«Prima di morire la madre di Cenerentola– dice il regista – raccomanda alla figlia di essere coraggiosa e gentile. Un suggerimento simile a quello che leggiamo in Re Lear, “sii prudente e ferisci”. Cenerentola continua a catturare la nostra attenzione e io sono partito proprio dalle ragioni che ci spingono ancora oggi a sorprenderci ed emozionarci davanti a questa storia d’amore, perdita, crudeltà femminile, gelosia. La sfida è stata quella di trovare il tono giusto per evitare la retorica dei sentimenti, senza cedere però al cinismo di chi nella vita ha smesso di credere nel lieto fine ». Nel suo omaggio a Disney, Branagh non dimentica neppure il gatto Lucifero, ma si concede una licenza poetica quando, pensando forse a La bella addormentata, fa incontrare Cenerentola e il Principe nel bosco, prima del famoso ballo. Lei non ha idea di chi sia lui, ma se ne innamora lo stesso, come a sottolineare che nelle vene dell’uomo dei sogni non deve scorrere necessariamente sangue blu. La dolce Lily James, l’affascinante Richard Madden, la stralunata Helena Bonham-Carter sono perfetti, ma un applauso speciale va a Cate Blanchett nei sontuosi abiti della matrigna, ultima di una lunga serie di star a proprio agio nel ruolo di strega. Le spettacolari scenografie del nostro Dante Ferretti e gli splendidi costumi di Sandy Powell hanno fatto il resto.

Lily JamesBranagh aggiunge: «Accostarsi a una storia così celebre implica dei rischi altissimi. Ma proprio perché quella di Cenerentola è una storia universale, abbiamo approfondito alcuni risvolti della vicenda, riflettendo sulle sfide della vita, sulla necessità di adattarsi alle mutevoli circostanze, sulla ricerca della felicità che deve nascere dal nostro cuore. Coraggio e gentilezza è il messaggio che la nuova Cenerentola lancia al pubblico di tutte le età ». E Cate Blachett, a proposito del suo personaggio: «Non sono riuscita a convincere Kenneth ad affidarmi la parte di Cenerentola – dice stirandosi il viso con le dita – ma si sa, i ruoli di villain sono irrinunciabili. Puoi esplorare i confini della perfidia senza la preoccupazione di piacere per forza al pubblico. Ma il pubblico più sei cattivo, più ti ama ».

Alessandra De Luca

Guarda il red carpet di Cenerentola!