The Tragedy of Macbeth, Joel Coen, Shakespeare, il cinema – Recensione

Il regista, per la prima volta senza il fratello Ethan, lascia libero sfogo alle sue pulsioni cinefile

the tragedy of macbeth recensione
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The Tragedy of Macbeth è un film già di diritto nella storia del cinema. Segna infatti la dissoluzione della coppia formata dai fratelli Joel e Ethan Coen, due tra i più geniali cineasti del cinema americano contemporaneo.

Ethan ha deciso di dedicarsi ad altro e anche se la separazione non è mai stata ufficializzata, difficilmente rivedremo i due nomi insieme sullo schermo.

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Il posto di Ethan sembrerebbe essere stato riempito da Frances McDormand, moglie di Joel, attrice straordinaria, che oltre a essere co-protagonista del film, ne è anche co-produttrice, sostituendo il cognato nella relativa voce dei titoli.

The Tragedy of Macbeth è un film per molti aspetti simbolico, in cui la coppia potrebbe essersi anche rivista, assaporando una agognata indipendenza creativa che forse attendevano da qualche anno.

La storia è nota, Macbeth uccide il re di Scozia per impadronirsi della corona, ma tre streghe gli avevano già predetto che sarebbe finita male.

Una parabola sul potere, il delitto e il castigo, ma anche l’amore, la vita, la morte e molto di più. Macbeth è senza dubbio una delle opere più complesse di Shakespeare che Joel Coen filma in un bellissimo bianco e nero illuminato e fotografato dall’arte di Bruno Delbonnel in formato 4:3.

The Tragedy of Macbeth è un film espressionista ed essenziale, figlio di un cinema che va alla ricerca delle origini del racconto e a questo si abbraccia, un’opera che trova un linguaggio cinematografico quasi sperimentale, ma che al contempo viene da lontano.

D’altronde tutto il cinema dei Coen Bros si basa sull’epica classica, la tragedia greca e naturalmente Shakespeare. E non potrebbe essere altrimenti, perché tutte le storie arrivano da lì, salvo poi essere imbellettate, arricchite e rese intricate.

The Tragedy of Macbeth è un esercizio di stile

Ma non mero od effimero, tutt’altro, bensì affascinante, nella messa in scena, nella scrittura per lo schermo, e soprattutto nelle interpretazioni, con la coppia protagonista formata da Denzel Washington e Frances McDormand che mette già una seria ipoteca sugli Oscar di quest’anno. E attenzione ad Alex Hassell, attore di formazione shakesperiana che qui interpreta il mellifluo Ross in maniera a dir poco sublime.

Come lo è nel suo complesso anche The Tragedy of Macbeth. La mancanza di Ethan si sente, ma ci dovremo abituare a riconoscere un autore diverso e unico.

Joel Coen, un esordiente con quasi 40 anni di carriera.

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