Bong Joon-ho, non solo Parasite: i 5 film cult del regista del momento

La Palma d’oro all’ultimo Festival di Cannes (all’unanimità!) ha confermato che Bong Joon-ho (Bong è il cognome) sarà un personaggio che conta nel futuro del miglior cinema, quello che coniuga l’intelligenza dell’invenzione creativa, lo stile del mestiere e la appetibilità sovranazionale delle storie.

Dopo Kim Ki-duk (ora intorcinatosi in una peraltro nobilissima ricerca di identità artistica e motivazioni), Park Chan-wook (1963), di cui è amico vantando anche qualche collaborazione comune, e Kim Ji-woon – e non contemplando in questa sede altri straordinari cineasti compatrioti ma “non affini” come Tsai Ming-liang e Lee Chang-dong – è esploso un altro magistrale sovvertitore dei territori del cinema di genere da quella ormai prolificissima industria di talenti e produzione che è il cinema di Seoul.

«I miei film si basano tutti su un genere, perché è un linguaggio universale. Tutti lo parlano», ha affermato il cineasta nato a Daegu, Corea del Sud, il 14 settembre 1969. Ma la sua appartenenza ai generi, da buon laureato in sociologia, suona piuttosto come una base di partenza da cui leggere la società contemporanea, senza però rinunciare al gusto della narrazione, alla potenza della visione, alla lucidità di uno sguardo politico fortemente critico e radicale.

Si impratichisce nello show business come sceneggiatore, ma già dal suo debutto nel lungometraggio – dopo tre corti – dietro la macchina da presa, con la commedia nera Barking Dog Never Bite (2000, in concorso a San Sebastian), si segnala come nome da tenere d’occhio. Infatti non sbaglierà più un colpo o quasi (visto il peraltro assai curioso e politicamente duro Okja, disponibile su Netflix), a partire dal successivo Memory of Murder (2003), per noi il miglior poliziesco del decennio.

Ecco quali sono, oltre naturalmente all’entusiasmante Parasite, gli altri 4 suoi lungometraggi che non potete/dovete perdere.

MEMORY OF MURDER (2003)

Nella campagna coreana opera un assassino stupratore seriale. Due investigatori, il brutale Park Du-man, della polizia locale, e il più scientifico Seo Tae-yun si uniscono alla ricerca del colpevole. Sarà un’indagine complicata, piena di errori e false piste. Ispirato a una storia vera, sul primo serial killer sud coreano conosciuto che “operò” tra il 1986 e il 1991. Tensione e frustrazione a mille, un thriller magistrale, disponibile in Dvd.

THE HOST (2006)

Inquinamento farmaceutico e incuria generano una aberrante e gigantesca creatura anfibia nascosta nelle fognature. Una bambina assalita dal mostro riesce a nascondersi tra i cunicoli e mettersi in contatto con il suo disastrato e lazzarone genitore. Che si lancia alla ricerca, ottusamente ma anche spericolatamente. I poveri contro il mostro. Un fanta-horror che spiazza e avvince, ora catastrofico, ora claustrofobico, sempre attento al lato umano.

MADRE (2009)

Disperatamente attaccata al figlio ritardato, una madre è praticamente l’unica in paese a essere convinta della sua innocenza quando viene ritrovato il corpo di una studentessa. Si batterà contro polizia e opinione pubblica, in una straziante indagine personale. Un poliziesco angosciante che scava nel milieu sociale e nella psicologia dei meno fortunati. Per i Cahiers du Cinema, tra i migliori 10 film dell’anno, ma in Italia è uscito solo su Dvd.

SNOWPIECER (2013)

Da un fumetto francese, la prima produzione internazionale (in inglese) del regista. Una glaciazione (provocata) ha distrutto la vita sulla terra. Sopravvive solo una infima porzione di umanità, duramente suddivisa in classi, in un supertecnologico treno che in moto perpetuo percorre la circonferenza del pianeta. Esacerbati dalle continue angherie di un sistema “chiuso”, un manipolo di disperati si rivolta. Visionario, amaro e crudele.