BOX OFFICE: ALLARME ROSSO PER IL CINEMA ITALIANO

La presenza di quattro produzioni nazionali nella top ten del fine settimana non deve ingannare: per il cinema italiano è allarme rosso. I risultati ottenuti dalle commedie e dai film d’autore approdati in sala in questo inizio di stagione è complessivamente negativo. In questo fine settimana all’elenco delle delusioni si è aggiunto Che vuoi che sia, che, lanciato con 400 copie, da giovedì a domenica, ha rastrellato 726 mila euro, facendo segnare una modesta media schermo e finendo alle spalle di altri tre titoli, tutti stranieri. Dal film di Edoardo Leo, reduce dal successo come regista e attore di Noi e la Giulia e dai trionfi come interprete di Perfetti sconosciuti, era ovvio attendersi molto di più. Stesso discorso per In guerra per amore di Pif, che pur essendo al momento, con 3,3 milioni di euro, il maggior incasso nazionale, non ripeterà  l’exploit de La mafia uccide solo d’estate che rastrellò due anni fa oltre 4,5 milioni. Per il resto c’è da registrare altri esiti modesti per Qualcosa di nuovo poco sopra i 2 milioni di euro; I babysitter, 1,2 milioni; Prima di lunedì meno di 600 mila; Piuma, 300 mila euro. Marcia con esiti più soddisfacenti Non si ruba a casa dei ladri, arrivato alla seconda settimana di programmazione a 1,8 milioni. Quanto al cinema d’autore, con l’eccezione de La verità sta in cielo 1,2 milioni di euro, tutti gli altri titoli fin ora usciti hanno fatto registrare risultati imbarazzanti. Si spera in Bellocchio: Fai bei sogni nel primo week end di programmazione ha rastrellato 455 mila euro con una discreta media copie. 

Intanto il week end appena trascorso ha visto la conferma al vertice del box office di La ragazza del treno con 1,1 milioni di euro, davanti alla novità Masterminds -I geni della truffa, 989 mila euro e Doctor Strange 744 mila. Complessivamente nel fine settimana si sono staccati 1,294.904 biglietti, oltre 200 mila in meno rispetto al precedente week end: bisognerà cominciare a capire se, nella settimana che propone il mercoledì a 2 euro, il successo dell’iniziativa finisce per impoverire i successivi festivi.