“Cambio tutto!”, il nuovo film con Valentina Lodovini

Il ritorno dietro la macchina da presa del regista di “Il partigiano Johnny”, stavolta alle prese con una commedia dolce e spensierata. L'intervista ai protagonisti. E il trailer del film

«Credo che questa sia una storia molto verosimile, perché c’è davvero una certa fobia del femminile oggigiorno: è una fobia che esiste tra donna e donna, così come tra uomini e donne. La mia Giulia però a un certo punto dice “basta”, perché è stanca di non essere ascoltata ed essere giudicata da chi non la capisce. Credo che Cambio tutto! sia un film che si rivolge sia a uomini sia alle donne, perché molti (se non tutti), possiamo riconoscerci in ciò che accade a Giulia, io per prima». Valentina Lodovini presenta così il nuovo film di Guido Chiesa che, dopo il blocco delle uscite causa covid (era previsto che arrivasse nelle sale lo scorso 5 marzo), approda giovedì 18 giugno sulla piattaforma Amazon Prime.

Cambio Tutto! è il remake della commedia cilena Sin filtro diretta nel 2016 da Nicolás López, anche se Guido Chiesa tiene a specificare che «questo in realtà è un remake di un remake, perché il film era stato già rifatto prima in Messico e poi in Spagna. È dal film spagnolo che noi siamo partiti, anche se quello era virato sul grottesco, mentre noi abbiamo scelto la via della commedia, la cui sensibilità è più propria della nostra cinematografia». Nella storia, sceneggiata dallo stesso Chiesa con Nicoletta Micheli e Giovanni Bognetti, incontriamo Giulia (Lodovini), quarantenne afflitta da un compagno pseudo artista e nulla facente (Dino Abbrescia), stressata da un capo ufficio ebete (Andrea Pisani) che non la considera e pensa solo a corteggiare le giovani dipendenti, un vicino di casa (Nicola Nocella) che organizza festini alle 4 di notte che (insieme al russare del compagno) la rendono insonne e un ex (Libero De Rienzo) che sta per sposarsi, ma che le manda messaggini notturni. Non che con l’universo femminile le cose vadano meglio: dalla giovanissima “influencer” che ne mina il ruolo sul lavoro alla migliore amica che non l’ascolta, fino alla sorella, sempre presa tra fidanzati e feste di compleanno del gatto, Giulia affronta lo stress ingozzandosi di gelato e sopportando in silenzio. Quando si rivolge a un terapeuta olistico (Neri Marcorè) però le cose per Giulia cambiano in modo drastico e inizia a buttar fuori senza alcun filtro tutto quello che le ribolle dentro, con conseguenze inaspettate.

«Nel film si parla anche della paura di ribellarsi e far vedere noi stessi per come veramente siamo – sottolinea Lodovini – è una paura che spinge a non parlare e a non reagire, specialmente se ci si trova sul posto di lavoro. Io, da attrice, sono una privilegiata, ma questa cosa si sente anche nel mio lavoro: se un’attrice fa un commento, o un’obiezione sul set vuol dire che è “capricciosa”, mentre se lo fa un attore, allora è “costruttivo”. Io d’altra parte sono molto simile a Giulia, spesso ho rischiato di bruciarmi la carriera per la mia abitudine di dire quel che penso».

Su questo Chiesa puntualizza «non è un caso che abbiamo scelto Valentina per il ruolo, è perché la conosciamo! Del resto, fin dall’inizio, siamo stati tutti d’accordo che il poster del film dovesse rappresentarla con una minacciosa mazza da baseball in mano».

«Però ci tengo a dire ancora una cosa», conclude ironico il regista, «sul set io sono un vero democratico: per me le opinioni degli altri, che siano attori, attrici, produttori, o distributori, sono tutte ugualmente fastidiose e non ne tengo mai conto». L’ultima parola spetta però alla protagonista che, ridendo, gli ricorda quando in uno dei loro evidentemente frequenti confronti/scontri, è esplosa con un poco diplomatico, «avrai pure scritto la sceneggiatura, ma mi sembra che tu non l’abbia letta».

«Non è proprio la cosa giusta da dire al tuo regista, ma sono fatta così», conclude con un sorriso l’attrice.

Di Oscar Cosulich