Caterina Shulha: «Ho amato Cetto, girato un musical e ora sogno una 007 al femminile»

Caterina Shulha risponde al telefono dall’aeroporto, a Sofia. Torna in Italia dalla Bulgaria dove sta girando il musical The Land of Dreams di Nicola Abbatangelo, una produzione italiana con cast internazionale ambientata nella New York degli anni ’20, nel quale Caterina balla e canta in inglese. Nel frattempo è al cinema in due ruoli agli antipodi: è Petra, la moglie tedesca di Cetto nella commedia Cetto c’è, senzadubbiamente di Giulio Manfredonia e la transgender Linda nel thriller L’uomo del labirinto di Donato Carrisi. Nata in Bielorussia, italiana d’adozione, a 26 anni Caterina ha già collezionato film e serie tv importanti come Hotel Gagarin di Simone Spada, Il Confine di Carlo Carlei, La vita possibile di Ivano De Matteo. Il prossimo progetto è la serie tv ispirata al film Tutta colpa di Freud, insieme a Claudio Bisio. E la voglia di sperimentare non le manca: «Ora mi piacerebbe fare una 007 al femminile: un ruolo così manca nel cinema italiano», dice.

Cetto c’è, senzadubbiamente è la sua prima commedia pura: com’è andata?

Fra Giulio Manfredonia e me gira una battuta: non solo ha preso un’attrice che non aveva mai fatto una commedia, ma anche che sorrideva poco nella sua vita prima di stare sul set con Antonio Albanese. Però i ruoli drammatici che ho fatto finora mi hanno aiutata, perché stare ad a fianco di Antonio non è facile: è impossibile raggiungere il suo livello di comicità, quindi potevo solo lavorare di contrasto.

Com’è amare Cetto?

Petra viene da una famiglia nazifascista e trova in Cetto una via di fuga: per lei è solamente un italiano che ha il suo modo di fare e di vivere . Quando si ribella, infatti, è per un aspetto che riguarda la loro relazione, non perché scopre qualcosa che la sconvolge a livello politico. È un rapporto che si compensa: c’è una scena in cui Cetto, a letto, si confonde e paga Petra come fosse una prostituta. Ma lei alla fine prende i soldi.

 

Come si lavora a fianco di Antonio Albanese?

Benissimo, anche se ero molto agitata di fronte alla responsabilità di girare un film su un personaggio che ha sempre incassato tantissimo. C’era molta aspettativa. Albanese, invece, è tutt’altro che Cetto: gentile, serissimo, abbiamo fatto molte prove.

La vediamo in un tono e un ruolo completamente diverso in L’uomo del labirinto: come ha costruito il personaggio della transgender Linda?

Non è stato facile: all’inizio ho interpretato le sue scene come se fosse semplicemente un personaggio femminile. Ho scoperto solo nel secondo provino con Donato Carrisi che il personaggio aveva un background maschile. È stata una bella responsabilità sia verso il regista e sia nell’essere all’altezza di un collega come Toni Servillo.

Che personaggio interpreta in The Land of Dreams?

Interpreto un’immigrata italiana che è arrivata da piccola a New York con il padre e sogna di diventare una cantante in un locale jazz. Nel film canto anche: il compositore Fabrizio Mancinelli, che lavora anche per la Disney, ha scritto dieci pezzi originali e nel cast ci sono anche Edoardo Pesce, Paolo Calabresi, Calabresi e George Blagden. The Land of Dreams è l’opera prima di Nicola Abbatangelo, che ha già girato un bellissimo cortometraggio, Beauty, passato ad Alice nella città e al Giffoni Film Festival.