Christian De Sica, 70 anni e un sogno nel cassetto

70 anni, costellati di successi e interpretazioni memorabili, Christian De Sica è l'icona di un pezzo importante del cinema popolare italiano.

Christian De Sica compie oggi 70 anni, 5 gennaio 2021. Una vita nel cinema, nel vero senso della parola. Figlio di uno dei più grandi cineasti italiani di sempre e di un’attrice di grande talento, Maria Mercader, ha respirato celluloide dalla nascita. Le vacanze estive al mare con i Rossellini (lui e Isabella sono stati fidanzatini), l’amicizia con Carlo Verdone, figlio del grande storico e critico Mario e fratello di Silvia, che sarà poi sua moglie.

E poi il set, iniziando presto e dimostrando di poter seguire una sua strada, diversa da quella di papà Vittorio, ma che ha comunque lasciato un segno nella storia del cinema italiano. Quello popolare, prima di tutto, grazie alle commedie natalizie, ribattezzate a un certo punto Cinepanettoni, pochade facete in cui ha tratteggiato nel corso degli anni un prototipo d’italiano cialtrone che ha fatto ridere milioni di connazionali che, più o meno consapevolmente, in questo romano alle prese con i suoi problemi natalizi, tra donne, amanti e un milanese altrettanto disastroso, si sono identificati.

Massacrati dalla critica, volente o nolente la coppia De Sica – Boldi ha segnato 25 anni dell’industria cinematografica italiana, rendendo felici gli esercenti, oltre che ovviamente quello che è stato per molto tempo il loro distributore e produttore Aurelio De Laurentiis.

Christian De Sica

Ma sarebbe profondamente ingiusto ridurre la carriera di Christian De Sica a questo capitolo, che naturalmente l’attore non rinnega, anzi, ne va giustamente fiero.

De Sica Christian ha iniziato lavorando con registi come Salvatore Samperi (il Lo Cascio liceale aspirante showman di Liquirizia è un personaggio cucito addosso a lui) e Pupi Avati, che in età adulta gli ha poi regalato un ruolo bellissimo ne Il figlio più piccolo. Ma anche Sergio Corbucci, Pasquale Festa Campanile, nel corso di una carriera da commediante che ha dato al cinema italiano ruoli e scene memorabili, oltre che alcune interpretazioni di livello assoluto, come quella in Compagni di scuola, ma anche il rampollo viziato di Vacanze di Natale, il sacerdote Don Buro di Vacanze in America, e in tempi più recenti vere e proprie lezioni di recitazione come in The Tourist, dove letteralmente fa sparire con poche pose i blasonati Johnny Depp e Angelina Jolie.

Ha saputo prendersi sul serio e in giro, Christian De Sica, lo ha fatto davanti e anche dietro la macchina da presa. Da regista ha girato almeno due film da rivalutare molto, Uomini Uomini Uomini e 3, e un cult della commedia come Ricky & Barabba, funzionando alla perfezione in coppia con Renato Pozzetto.

Christian De Sica Ricky e Barabba

Anche sul palcoscenico ha detto la sua, portando in giro per l’Italia spettacoli da entertainer anglosassone. Insomma, non si è fatto mancare niente. Tranne una cosa.

La porta del cielo, il grande sogno di Christian De Sica

Lo ha detto per anni, e per anche più tempo ha cercato i finanziamenti per farlo, purtroppo senza riuscirci: girare un film sulla realizzazione de La porta del cielo.

Tra i film di suo padre Vittorio e Cesare Zavattini è uno dei meno celebrati, certamente perché non vinse l’Oscar come Ladri di biciclette, Sciuscià e Miracolo a Milano. Eppure La porta del cielo è un film straordinario, per tante ragioni.

Vittorio De Sica, all’indomani della formazione della Repubblica di Salò, venne convocato dal ministro della propaganda, Fernando Mezzasoma, per andare a Venezia dove sarebbe sorta Cinelandia, una nuova Cinecittà sulla Laguna. Il regista riuscì a evitare l’investitura affermando che non sarebbe potuto partire subito, perché stava già lavorando a un film commissionato dalla Chiesa.

Non era così, anche se il film esisteva, tra gli interpreti nomi di grido come Massimo Girotti e Maria Mercader, poi moglie di De Sica. Fu proprio su quel set che si consolidò l’amore tra i due (Vittorio era all’epoca sposato con la prima moglie Giuditta Rissone). La loro relazione era in realtà iniziata durante la lavorazione de I bambini ci guardano, nel 1943, altro capolavoro del neorealismo firmato dalla premiata ditta De Sica – Zavattini. Fu proprio Mercader a imporre De Sica come regista de La porta del cielo, storia di un treno di pellegrini in viaggio verso il Santuario della Madonna di Loreto, film a cui il Vaticano teneva molto, tanto che a seguire passo passo il progetto era un allora già alto prelato, Monsignor Montini, diventato poi Papa con il nome di Paolo VI.

Le riprese del film durarono molto a lungo, impiegando nella troupe perseguitati politici, partigiani, disertori dell’esercito sia italiano che tedesco, e moltissimi ebrei, tutti protetti dal fatto che le riprese si svolgessero in terra straniera, ovvero la Basilica di San Paolo fuori le Mura, di fatto competenza del Vaticano e quindi interdetta alle truppe nazi-fasciste, perfettamente consapevoli di quanto stesse accadendo al suo interno.

De Sica e Zavattini mandarono avanti le riprese per tre mesi, partendo il 1° marzo del 1944, con una crew che avrebbe raggiunto le oltre 800 persone, tutte accampate all’interno della Basilica. La maggior parte dei ciak erano battuti senza pellicola, perché non ce n’era, servivano solo a dimostrare a eventuali osservatori esterni che si stesse effettivamente realizzando un film.

Fino al 4 giugno del 1944

Quando l’esercito americano entrò a Roma. Il film era finito, 88 minuti girati quasi tutti con pellicola scaduta che conserva però una potenza emotiva incredibile.

Ecco, il grande sogno di Christian De Sica è sempre stato quello di raccontare questa incredibile avventura, degna di Schindler’s List, in un film da lui diretto. La sceneggiatura è pronta da anni.

Secondo un articolo di Variety uscito proprio oggi, il progetto sarebbe in sviluppo presso la 42, la produzione che ha realizzato la docu-serie Netflix SanPa. Ma riuscirebbe difficile pensare a questo film senza vedere un De Sica coinvolto.

Il migliore augurio che possiamo fare a Christian De Sica è di spegnere le sue settanta candeline, esprimere un desiderio e vederlo finalmente avverarsi.