CIAK BIZARRO! CANTANDO DIETRO I PARAVENTI

DI MARCELLO GAROFALO
Ermanno Olmi a 83 anni ci ha regalato un altro bellissimo film, Torneranno i prati, attualmente nelle sale: un poetico, didascalico (nel senso migliore del termine) titolo contro ogni guerra; «Di quel che c’è stato qui, non si vedrà più niente, e quello che abbiamo patito non sembrerà più vero », afferma un soldato, racchiudendo in detta frase il significato ultimo del film.
Scorrendo la filmografia del maestro bergamasco con un occhio rivolto al “bizarro”, ci piace però ricordare, all’interno della nostra Rubrica, il suo film più “weirdo” ossia Cantando dietro i paraventi (2003) interpretato da Bud Spencer nei panni di un Vecchio Capitano narratore della storia, il quale rievoca in una sorta di teatro-bordello, le gesta sanguinarie della piratessa Ching aitempi della Cina imperiale nel primo periodo Qing. Al di là dell’eccentrica scelta del vecchio Bud nel ruolo del “Deus ex Machina”, Cantando dietro i paraventi, inanella una serie di “tableaux vivants” più o meno gelidi o evocativi, dialoghi stranianti, ellissi, impennate liriche (come nella scena degli aquiloni che planano dal cielo) e cauti movimenti di macchina. Ma tra i momenti di alta coreografia – con non poca sorpresa per tutti coloro che hanno sempre inquadrato il cinema di Olmi con una lente di pudicizia e di riserbo – ce n’è uno di erotismo esplicito, quello della “pantomima con pistole” con protagonista la nudissima e statuaria Carlene Ko che (s)veste gli abiti della filibustiera Mery Red.
Frase (s)cult, degna delle strisce di Elzie Crisler Segar, pronunciata dalla corsara Ching: «Ognuno è quel che è, noi siamo quel che siamo e ciascuno faccia quel che deve! »
Holy Socks, chi osa darle torto?

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