CIAK BIZARRO! “MANHATTAN”

Nella sezione dei classici restaurati presentati al Festival di Venezia, dopo Zombi e Un lupo mannaro americano a Londra arriva un altro titolo imperdibile degli anni Settanta, ovvero Manhattan (1979) di Woody Allen, da molti critici considerato il suo capolavoro in una ricca filmografia che comprende diversi titoli eccezionali.

Manhattan nel 2001 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti e si pone come un esempio riuscitissimo di “dramedy”, alternando con sapienza irresistibili momenti di humor a riflessioni esistenziali sulla precarietà dei rapporti. Peraltro è un contenitore di battute memorabili (tra cui l’elenco delle dieci cose per cui vale la pena vivere), pronunciate per lo più da Allen stesso, che appare nel ruolo del protagonista Isaac, autore televisivo.

Eccone alcune di seguito:

«Sei così bella che stento a tenere gli occhi sul tassametro».

«Ebbene io sono all’antica. Non credo nei rapporti extra-coniugali. Credo che le persone dovrebbero accoppiarsi a vita, come i piccioni e i cattolici».

«Lui è un genio, la tua amica è un genio, il tuo ex-marito è un genio… Ma lo sai che conosci un sacco di geni tu? Frequenta qualche cretino, ogni tanto; imparerai qualcosa».

Gli amanti del cinema bizarro (inteso qui come “originalmente eccentrico”) adorano in particolare la scena del primo incontro tra Isaac fidanzato con l’adolescente Tracy (Mariel Hemingway) e la giornalista snob Mary White (Diane Keaton), che inanella una lista di artisti da inserire in una ideale “accademia di sopravvalutati”.

Chiudiamo con uno scambio di battute tra Isaac e Yale (Michael Murphy), quello che ancora oggi resta il più citato tra i dialoghi di Allen:

YALE: Sei così farisaico! Be’, ma noi siamo persone, solo esseri umani, sai: tu ti credi Dio!
ISAAC: Io… io a qualche modello dovrò pure ispirarmi!