Mille piccole sale Laguna

I bilanci, sia pure ancora parziali, sono più che lusinghieri per la 78ma Mostra, la seconda in tempi di Covid-19. I film ci sono: belli, avvincenti, sorprendenti. La produzione italiana, come più volte sottolineato in questi giorni, sembra addirittura essere esplosa durante la pandemia: i registi, a parte Matteo Garrone e Nanni Moretti (avevano già dato), si sono messi tutti al lavoro e il risultato è sotto i nostri occhi qui al Lido, con un cinema italiano variegato e ricco di spunti, che all’originalità dello sguardo unisce la capacità di spaziare tra i generi con intelligenza. E con attori straordinari, di tutte le generazioni. Fin qui tutto bene, quindi? Purtroppo no, perché le preoccupazioni dell’industria e degli addetti ai lavori, come si ripete da più parti anche con campagne ad hoc, sono rivolte al segmento più fragile e in pericolo, quello dell’esercizio. Quello che più ha sofferto per i ripetuti lockdown e che ancora stenta a ripartire. E non è solo questione di distanziamento e di posti contingentati con le poltrone al 50%. Guardiamo il box office dello scorso week-end. In prima posizione troviamo ovviamente il giocattolo Disney Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli con 1.484.436 euro e 158.122 spettatori su 592 schermi. Sono soltanto due le uscite veneziane: Il collezionista di carte di Paul Schrader (135.633 euro e 20.015 spettatori) e Mondocane, presentato alla Settimana della Critica che, pur con il traino di un attore noto e amato dal grande pubblico come Alessandro Borghi, si è (per ora) fermato a 41.027 euro con 5.779 spettatori.

Sono dati che si commentano da soli. Certo, bisognerà aspettare l’autunno per vedere i film battezzati al festival alla prova della distribuzione. Ma intanto proviamo a lanciare un’idea (e una sommessa provocazione). Aprire mille piccole sale decentrate anziché qualche nuovo multiplex che si rivolgerà sempre e comunque al pubblico generalista. Prendere a modello la bellissima Sala Laguna inaugurata qualche giorno fa e dedicata a Valentina Pedicini, sala parrocchiale restituita al Lido di Venezia dalle Giornate degli Autori in veste rinnovata e che resterà aperta al territorio anche a festival finito, con una programmazione di qualità e molte iniziative, a partire dalla presenza degli autori per le anteprime. Fare così in mille piccoli centri per ritrovare il rapporto con un pubblico che, non solo a causa della pandemia bisogna dirlo, si è chiuso in casa a guardare immagini sulle piattaforme, ma che potrebbe ritrovare lo stimolo ad uscire. Non solo per vedere cinema al cinema, ma anche per sperimentare una socialità che sembra perduta e di cui abbiamo tutti più che mai bisogno. 

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