Domenica 13 Settembre 2020

“The Duke” e “Guida romantica a posti perduti”

“The Duke” e “Guida romantica a posti a posti perduti” sono due tra i film che hanno emozionato di più la redazione di Ciak. Vi spieghiamo il perché.

The Duke
Una commedia, certo, ma una commedia dove si affrontano, con leggerezza di toni e profondità di contenuti, temi di enorme portata: l’elaborazione del lutto, il rispetto degli anziani e la lotta di classe. In The Duke di Roger Michell (Notting Hill, L’amore fatale, Blackbird) siamo quasi dalle parti di Ken Loach, ma il gusto è quello delle commedie prodotte negli Ealing Studios tra gli anni ’30 e ’40.

Basato sulla storia vera dell’unico furto mai effettuato alla National Gallery di Londra (il Duke del titolo è il Duca di Wellington nel ritratto da Francisco Goya), il film racconta le peripezie del tassista Kempton Bunton, un irriducibile idealista, in perenne conflitto con l’autorità.

Forte di una sceneggiatura solidissima, firmata da Richard Bean e Clive Coleman, The Duke offre a uno stratosferico Jim Broadbent (premio Oscar come miglior attore non protagonista in Iris) la possibilità di dare fondo a tutte le sue doti empatiche. La sua linea di difesa al processo è una strepitosa riflessione sul senso di cosa voglia dire (oggi e sempre) essere davvero una comunità e non un insieme di piccoli e gretti egoismi.

Al suo fianco Helen Mirren che, lontanissima dal ruolo che la ha fruttato l’Oscar in The Queen, è Dorothy, la frustrata e introversa moglie del protagonista, che cerca di mantenere la famiglia con il suo lavoro di cameriera, vergognandosi profondamente delle esternazioni del marito. L’attrice gioca tutta la sua performance sulle emozioni trattenute, sul non detto, sulla sofferenza mascherata, creando una serie di duetti memorabili con Broadbent, fino al catartico finale. Nella perfetta macchina a orologeria di The Duke ci sono spazio e gloria anche per Fionn Whitehead, Matthew Goode, Anna Maxwell Martin e si esce dalla sala con la speranza di una società che sappia finalmente accogliere e premiare tutti i Bunton del mondo.

Se il film fosse stato in concorso Broadbent avrebbe sicuramente vinto un premio ma, come è noto, le selezioni dei festival conoscono ragioni che la ragione non conosce.

Oscar Cosulich

 

Guida romantica a posti perduti
Ci sono film che mantengono le loro promesse (e premesse), e Guida romantica a posti perduti di Giorgia Farina è uno di questi: alle Giornate degli Autori (dove è stato presentato fuori concorso) doveva portare, per dirla con Giorgio Gosetti, «un sorriso, un po’ di gentilezza, di umanità calda», e così è stato. Film leggero ma non per questo superficiale, ha dalla sua prima di tutto la coppia Clive Owen e Jasmine Trinca. «Siamo in due, okay? E nessuno dei due è normale», dice a un certo punto il personaggio di Owen.

Ma, a dimostrazione di quanto sia arbitrario il concetto di normalità, in questi due insoliti viaggiatori, ora divertenti ora malinconici, si riflettono difficoltà comunicative e nevrosi che ci accomunano, specie in questo difficile momento storico: nel caso della blogger di viaggi (che non viaggia) Allegra, la paura del mondo esterno che spinge a rintanarsi tra quattro mura col web come unico canale di comunicazione. Nel caso di Benno, la fuga continua dalla realtà attraverso la dipendenza dall’alcol. Ansie e depressioni dietro cui ci sono ferite emotive e incapacità di raccontarsi di fronte agli altri per chi si è davvero.

I due interpreti giocano con i tic e le ossessioni dei rispettivi personaggi senza farne delle caricature, così come la regista e co-sceneggiatrice (con Carlo Salsa e la collaborazione di Heidrun Schleef) non oltrepassa mai il confine che separa la commedia dolceamara dalla farsa. L’alchimia è anche linguistica, in questo road-movie (da vedere se possibile in originale) bilingue, anzi trilingue, visto che c’è anche Irène Jacob. Nota di merito a quest’ultima e al giovane Andrea Carpenzano, partner non banali dei protagonisti. E per gli amanti dei Sex Pistols occhio al soundtrack, perché tra i luoghi del passato visitati per ritrovare (forse) se stessi c’è anche Pretty Vacant nella scena chiave del film. Distribuirà nelle sale Lucky Red dal 24 settembre.

Emanuele Bucci