Domenica 13 Settembre 2020

Il film del giorno: “Notturno”

Per realizzare un documentario bisogna avere coraggio. Per le storie che si vogliono raccontare prima di tutto, che siano scomode o meno è necessaria l’onesta, morale e intellettuale, di riportarle mostrando la verità. L’altra cosa molto importante è l’inconsapevolezza del tempo. Non ci sono orari sindacali, settimane di riprese, piano di produzione. Il racconto termina quando è il momento. Talvolta ci vuole di più, altre volte meno. Per girare Below Sea Level, incredibile storia di una comunità che in California viveva in una ex base militare sotto il livello del mare, senza acqua ed elettricità, Gianfranco Rosi ci ha messo otto anni. Per Notturno ne sono bastati tre, passati ad ascoltare e filmare racconti di vite spezzate, tra Libano, Siria, Iraq e Kurdistan, tutti paesi devastati dalla guerra.

«Ho voluto raccontare storie e personaggi oltre il conflitto» ha spiegato il regista. «Sono rimasto lontano dalla linea del fronte, nei luoghi in cui ho filmato giunge l’eco della guerra, se ne sente la presenza opprimente, quel peso tanto gravoso da impedire di proiettarsi nel futuro. Ho cercato di raccontare la quotidianità di chi vive lungo il confine che separa la vita dall’inferno».

È sempre stato un cinema di frontiere, di linee che si intersecano quello di Gianfranco Rosi, in modi e versi differenti. Nasce sullo scorrere orizzontale del Gange in Boatman, suo primo film che risale al 1993. El Sicario, Room 164 fissa il labilissimo confine che separa l’umanità dalla follia, tema che avrebbe affrontato, su scala ancora più mostruosa, Joshua Oppenheimer in The Act of Killing. Sacro G.R.A., con cui ha vinto il Leone d’oro nel 2014, primo documentario nella storia della Mostra del cinema di Venezia, è non solo il confine di una città, Roma, eterna in ogni senso, ma anche di una società bloccata, dentro e fuori quella linea circolare. Frontiere invisibili, anche in mezzo al mare, quelle che impediscono ogni giorno a uomini, donne e bambini di avere la piccola speranza di una vita migliore, come ha raccontato in Fuocoammare, Orso d’oro a Berlino nel 2016.

Quando si realizza un documentario queste linee si scavalcano continuamente. Fisicamente senz’altro, moralmente spesso, mostrare dolore e sofferenza è necessario, ma sempre è una questione di confine, quello tra documentazione e voyerismo. Gianfranco Rosi mostra l’umanità che incontra senza filtri né giudizi. È giusto così. E non è mai facile.

NOTTURNO
Italia, Francia, Germania, 2020 Regia Gianfranco Rosi Durata 100’