Domenica 13 Settembre 2020

Il miracolo della ripartenza

Da oggi, a Venezia, il cinema mondiale torna a vivere il suo primo vero rito collettivo molti mesi dopo l’inizio dell’uragano Covid. Un rito reale, fisico, fatto di proiezioni in sala, incontri live con autori, attori, registi, di flash dedicati alle star e persino di prudenti momenti conviviali. I film in programma sono tanti e in grado di creare attesa, le cinematografie ben 43, dall’Algeria al Vietnam, con folte liste di titoli da Usa, Francia, Gran Bretagna, Germania, Sud America e dall’Estremo oriente, oltre che dal nostro Paese. Tanti anche i talent di livello mondiale che si affacceranno in Laguna nonostante quarantene e restrizioni da Covid, mentre il meccanismo che trasforma il Lido in un magnete che attrae chiunque abbia qualcosa da comunicare sul mondo del cinema è già in moto, tra premiazioni, convegni, presentazioni. 

Alberto Barbera e Roberto Cicutto, in altre parole, sono riusciti nel piccolo miracolo di allestire una Mostra del Cinema di Venezia all’altezza anche nell’anno horribilis del cinema mondiale. Una rassegna che, appunto, non sarà virtuale, ma “di presenza”, e anche il primo grande festival internazionale che riesce a ripartire dopo la catastrofe Covid, mentre nel mondo continuano le cancellazioni. È un grande risultato e anche uno spot per il nostro Paese e il nostro Cinema, che dimostrano al mondo, per primi, la capacità di creare un antidoto a questa pandemia insidiosa e interminabile.

Certo, il tappeto rosso sarà lontano dagli occhi dei fan e le star sfileranno solo per i fotografi, in sala saremo uno distante dall’altro, ad ogni ‘’varco’’ ci verrà misurata la febbre e avremo sempre la mascherina sul viso. Persino scambiare idee in una cena o prendere un aperitivo insieme sarà complicato. Ma il segnale della ripartenza viene comunque dato. Ed è, appunto, un piccolo miracolo, che ci restituisce una bella porzione della magia del cinema. Ora bisogna far sì che non resti un fatto isolato. E che i film di Venezia subito dopo escano in sala, magari assieme a grandi titoli di Hollywood da tempo fermi nei cassetti, in modo che la lenta risalita dal pauroso burrone in cui il Covid ci ha precipitati subisca quell’accelerazione che tutto l’ambiente – e decine di migliaia di addetti – sta aspettando. Una risalita che in realtà è utile a tutti, perché il cinema consegna alle persone il piacere di sognare. E chi sogna poi ha voglia di vivere al meglio la sua vita, scuotendo gli altri dal torpore post Covid.