Domenica 13 Settembre 2020

Notti Veneziane – L’Isola degli Autori, un successo da ripetere

Un esperimento riuscito e da ripetere «nella prospettiva di consolidarlo ulteriormente», questa la prima edizione di Notti Veneziane-L’isola degli Autori, secondo Silvia Jop (Direttrice Artistica di Isola Edipo), curatrice insieme a Gaia Furrer (Direttrice Artistica delle Giornate degli Autori): una sezione nata per offrire «un ritratto del rapporto tra cinema e arti», con particolare attenzione a temi come «diritti e sostenibilità».

Tra i segnali positivi l’alta partecipazione, con i 99 posti (al netto della distanza di sicurezza) della sala Isola degli Autori quasi tutti occupati, per una media costante di 90 spettatori. In più, specifica Jop, si è trattato di un «pubblico meticcio», composto non solo di accreditati ma anche di persone del posto incuriosite. Lo scopo, infatti, voleva essere anche rilanciare la vecchia sala cinematografica sul retro della Chiesa di Sant’Antonio: «abbiamo voluto restituire alla città questo spazio, che nel resto dell’anno proseguirà le proiezioni con una sua programmazione».

Nessun premio assegnato perché «l’idea non era dare vita a un nuovo concorso ma creare uno spazio», all’insegna del dialogo tra le arti in sintonia con «l’anima molteplice della Biennale». Jop si è detta anche «contenta della risposta che hanno dato le delegazioni», dall’esordio in gran carriera con Oliver Stone e EST (di Antonio Pisu) al «pienone» per il doc sul concerto dei Pink Floyd Venice Concert 1989, passando per i due cortometraggi En ce moment (di Serena Vittorini) e Solitaire (di Edoardo Natoli): questi ultimi in grado di instaurare un «rapporto attivo con il tempo che stiamo vivendo» oltre che di valorizzare la pluralità di linguaggi e tecniche, in questo caso fotografia e animazione. Particolarmente significativo il contributo dell’unico partecipante dall’estero, l’irlandese Tadhg O’Sullivan, che con To The Moon ha permesso di «portare il resto del mondo in sala» e celebrare al tempo stesso il «rapporto simbolico profondo tra Venezia e la luna».

Emanuele Bucci