Domenica 13 Settembre 2020

Padri nostri, fatti vostri

Sarà solo un caso, sarà un segno dei tempi, ma in quattro film italiani su quattro, fra quelli visti finora al Lido, la questione dell’eredità che i genitori lasciano ai figli, e del suo peso spesso difficile da sostenere, è centrale. Di più: è il proverbiale elefante nella stanza, che possiamo anche far finta di non vedere ma sta lì e condiziona ogni momento della nostra vita. Non solo sociale ma interiore.

Che si tratti della “signorina Marx”, alle prese con un padre a dir poco ingombrante nel film di Susanna Nicchiarelli, o del figlio del vicequestore scampato per miracolo a un agguato terroristico (Padrenostro di Claudio Noce), i genitori insomma costituiscono un peso con cui bisogna saper fare i conti, in tutte le epoche e a tutte le età. E se poi sono genitori non esattamente felici, come quelli di Lacci di Daniele Luchetti, il fardello diventa addirittura insopportabile. Mentre il tormentato protagonista di Non odiare di Mauro Mancini (Settimana della Critica), il chirurgo Alessandro Gassman, ci mette tutto il film a capire che dietro la sua scelta di non soccorrere un moribondo con tatuaggi nazisti sul petto, c’è anche il fantasma del padre, sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti ma in modo certo non indolore.

È chiaro che una coincidenza così insistita, per di più in film tutti italiani, non può essere solo un caso. Il cinema, da sempre, dà voce anche a istanze che scavalcano i singoli film e la volontà degli autori. Evidentemente in Italia abbiamo qualche problema con l’eredità dei nostri padri, nel senso più generale della parola. O forse questa difficoltà allude a un problema ancora più generale, che è quello del mancato o comunque insoddisfacente ricambio generazionale. Sarà anche per questo che Nicchiarelli riesuma le pagine meno gloriose del padre del comunismo con gli occhi di una figlia dipinta con insistenza come nostra contemporanea, malgrado l’ambientazione ottocentesca. Il passato non è una terra straniera. È il codice segreto iscritto nel nostro futuro.