Domenica 13 Settembre 2020

The Book of Vision: giorni di un futuro passato

«Una delle principali fonti d’ispirazione di The Book of Vision è la struttura narrativa dei videogiochi». Lo dice il regista, Carlo Hintermann, e bisogna credergli. The Book of Vision è un film proiettato nel futuro che nel presente illumina lo schermo di Venezia 77, dove viene presentato in anteprima mondiale fuori concorso come apertura della Settimana della Critica. Poi girerà il mondo, come confermato dalle prime vendite internazionali.

 

The Book of Vision è la storia di Eva, dottoressa che abbandona una carriera di successo per  dedicarsi allo studio della storia della professione medica. La scoperta di un trattato redatto nel diciottesimo secolo dal medico prussiano Johan Anmuth metterà in discussione tutta la sua vita. «L’idea del film risale ai tempi dell’università. Studiando mi imbattei in un medico del Settecento che ha rivoluzionato la mia visione della medicina. All’epoca si ascoltavano le storie dei corpi raccontate dagli stessi pazienti. La manipolazione non veniva considerata, era una pratica quasi psicanalitica».

 

The Book of Vision è la prima opera di finzione di Hintermann, ma non la sua prima volta a Venezia. Nel 2003 era uno dei registi di Rosy-Fingered Dawn, bellissimo documentario su Terrence Malick. Un rapporto che nel tempo si è evoluto. «Ho diretto parte della seconda unità di The Tree of Life, negli anni gli ho parlato delle mie idee, oggi è tra i produttori esecutivi di The Book of Vision». Internazionale anche il cast. Charles Dance, attore britannico noto per il suo ruolo in Game of Thrones, ma che ha lavorato anche con David Fincher e i fratelli Taviani. Lotte Verbeek, olandese e anche lei con una solida carriera in serie tv di successo come Outlander e I Borgia. Li accompagnano Sverrir Gudnason e Filippo Nigro.

 

Da segnalare il magnifico lavoro di Jorg Widmer, direttore della fotografia proprio per l’ultimo film di Malick, A Hidden Life, così come quello di David Crank, scenografo reduce dal successo di Knives Out, e i sontuosi costumi di Mariano Tufano.