Domenica 13 Settembre 2020

Venezia77, un festival a prova di Covid

Un Festival a prova di Covid

Noi amanti del cinema siamo abituati ad avere una pistola puntata contro, anche se dall’altra parte dello schermo. Stavolta però è diversa, di plastica, con l’impugnatura bianca e la canna viola. Il benvenuto a Venezia arriva con un puntatore laser sulla fronte ed è inutile vedere se c’è un cecchino nei paraggi: è il controllo della temperatura, il primo passo per accedere al mondo dei registi. Esperienze che abbiamo già vissuto in questi mesi, e che molti (stando alla cronaca) hanno già dimenticato, qui al Lido sono ancora realtà. All’area della Mostra si accede attraverso nove varchi stradali e lagunari con sistemi di rilevazione della temperatura e accesso vietato se supera 37,5 gradi. I cecchini della temperatura sono pronti a bersagliarci (benevolmente) all’ingresso delle sale cinematografiche del Lido non incluse nell’area della Mostra come Palabiennale, Astra e le nuove arene all’aperto.

Accantonata la maschera di cerone del Joker dello scorso anno, in questo 2020 c’è la mascherina. È obbligatoria in tutte le aree esterne, quando si è in fila, mentre si accede al proprio posto in sala e durante la proiezione. Sempre, insomma. C’è chi però usa quel lembo di tessuto per inviare messaggi e chi, con afflato cinematografico, indossa quella di qualche eroe Marvel o di personaggi dei fumetti, magari acquatici. Perché potremmo dire, parafrasando, «Venezia bagnata, Venezia fortunata» ma oltre alla pioggia dei giorni scorsi (dovrebbe essere finita), allo Spritz e alle bollicine di Prosecco, quest’anno più che altro si parla di gel. Chi passa accanto a sale cinematografiche, ingressi, hall e meeting point può fare un aperitivo a base di igienizzanti e sanificanti. Basta individuare le torrette rosse che punteggiano la città per trovare una bottiglietta pronta a dispensare il magico elisir che uccide virus e batteri.

Ma entriamo in sala o meglio facciamo prima la prenotazione online. Ecco l’altra novità di quest’anno. Per mantenere il distanziamento sociale ed evitare assembramenti sia il pubblico che gli accreditati devono prima prenotare il proprio posto al sole (cinematografico) sul sito web della Biennale (www.labiennale.org). Vale anche per la biglietteria per il pubblico, che diventando solo online diventa anche più comoda: si evitano le code e possiamo scegliere dove sederci. «Win-win», come dicono gli americani.

Salta però la cena di gala, una tradizione difficile da dimenticare, mentre il Red Carpet diventa per pochi intimi. Il protocollo di salvaguardia del distanziamento sociale riguarda anche le delegazioni che accedono alla Sala Grande, sulle tribune e al photocall per i fotografi e lo scotto da pagare è che il pubblico non potrà assistere alla parata di star. Un vero peccato ma, come diceva Freud, «L’umanità ha sempre barattato un po’ di felicità per un po’ di sicurezza» e noi neanche dobbiamo farlo questo baratto perché la sicurezza, in tempi di Covid, è l’unica che ci permette di essere alla Mostra, la nostra felicità.

Alessio Lana 

La Mostra in diretta streaming e su Rai Movie

Il distanziamento di persona diventa “avvicinamento” alla Mostra del Cinema di Venezia. Se gli ingressi alla kermesse sono contingentati, si moltiplicano le possibilità di seguirla in digitale. Il sito della Biennale e gli account ufficiali di Twitter (@la_Biennale), Facebook (La Biennale di Venezia), Instagram (@labiennale) e YouTube (BiennaleChannel) offrono in diretta le cerimonie di apertura (stasera alle 19) e di chiusura (sabato 12 settembre alle 19), le conferenze stampa (ogni giorno dalle ore 11), le masterclass dei due Leoni d’oro alla carriera (Tilda Swinton il 3 settembre alle 15 e Ann Hui il 9 settembre alle 15) e le passerelle (ogni giorno dalle ore 18).

Sul fronte televisivo è Rai Movie il partner ufficiale. Oltre ai momenti salienti della manifestazione, il canale 24 del digital terrestre propone film legati alla Mostra e ai suoi protagonisti mentre “Venezia Daily” racconta in seconda serata i momenti salienti della giornata.

Torniamo online con la Sala Web del sito. Qui troviamo una selezione di film in streaming delle sezioni Fuori Concorso, Orizzonti e Biennale College – Cinema proposti in contemporanea con le presentazioni ufficiali al Lido.

Chiudiamo con la parte più «avveniristica» della mostra, Venice VR Expanded, la sezione dedicata al virtualeaccessibile interamente online tramite un PC e un caschetto compatibile, e quella più tradizionale, con la cerimonia di apertura delle 19 trasmessa in diretta anche nelle sale cinematografiche italiane.

Alessio Lana 

Bookciak, Azione! Alle GdA tra cinema e letteratura

Pre-apertura delle Giornate degli Autori con la IX edizione del Premio Bookciak, Azione! Nella nuova cornice di Isola Edipo si è festeggiato il dialogo tra cinema e letteratura con i bookciak, corti di massimo 3 minuti, firmati da autori under-35 e tratti da libri. La giuria presieduta dal cantautore Alessandro Mannarino (e formata dalla regista Wilma Labate, dal produttore e distributore Gianluca Arcopinto e dalla giornalista Teresa Marchesi) ha incoronato sei vincitori: Marta Sappa e Marco Marasca con Per tutti i giorni della nostra vita, dall’autobiografico Le vite di Emma di Ave Govi (sezione Memory Ciak); Miriam Frosoni con Isola, dal romanzo Terrapiena di Carola Susani; Martina Girlanda con Bly, dal graphic novel Nellie Bly di Luciana Cimino e Sergio Algozzino; Ginevra Bruscino e Lorenzo Fontana con Stile libero, dai racconti de Gli effetti invisibili del nuoto di Alessandro Capponi. Nell’anno del Covid anche una sezione speciale, Fuori Sala, in risposta alle incertezze del lockdown: le surreali voci enciclopediche di Chicca Gagliardo e le fotografie di Massimiliano Tappari, che compongono il libro Gli occhi degli alberi e la visione delle nuvole, hanno ispirato il vincitore La casa del poeta, realizzato dagli allievi della Libera Accademia di Belle Arti di Brescia. Dallo stesso libro il corto premiato nella sezione Rebibbia, Tempo fermo, realizzato dalle allieve detenute del liceo artistico Enzo Rossi, nella casa circondariale G. Stefanini a Roma.

Emanuele Bucci