Il Mediterrano di Open Arms secondo Barrena

“La storia incredibile di un piccolo gruppo di uomini buoni che hanno rischiato la loro vita per salvare quella di molti altri”. Se fosse solo un film, sarebbe questa la sinossi di Mediterraneo – La Legge del Mare di Marcel Barrena che sarà presentato oggi nella Selezione Ufficiale alla Festa del Cinema di Roma. In realtà il regista spagnolo porta sullo schermo una storia che è cronaca ed esperienza recente. L’immagine del piccolo Aylan Kurdi, il bambino curdo affogato durante un tentativo di raggiungere l’isola di Lesbo nell’ottobre 2015, fece il giro del mondo. 

È questo il punto di partenza di Mediterraneo perché fu proprio quella foto drammatica a spingere Oscar Camps e Gerard Canal a recarsi in Grecia. Lì scoprirono una realtà sconvolgente: ogni giorno migliaia di persone rischiavano la vita cercando di solcare il mare con imbarcazioni precarie, per fuggire dalla miseria e dalle guerre che affliggono i loro Paesi d’origine. Lì nacque Open Arms. Marcel Barrena porta sullo schermo questa vicenda in un film entrato nella short list delle pellicole che potrebbero rappresentare la Spagna ai Premi Oscar. Il Fondatore di Open Arms, Oscar Camps, ha il volto di Eduard Fernandez mentre Dani Rovira interpreta Gerard Canals. I due insieme a Esther (Anna Castillo) e Nico (Sergi Lòpez) e agli altri membri della loro squadra, lotteranno per portare a migliaia di persone l’aiuto di cui hanno estremo bisogno. Questo viaggio si rivelerà un’odissea che cambierà per sempre le loro vite.

Il regista Marcel Barrena

Barrena, che aveva attirato l’attenzione dirigendo un’altra storia di vita vera, 100 metri, ha affermato che la storia della nascita di Open Arms e della tragedia delle morti di migranti nel Mediterraneo, doveva essere raccontata “in modo realistico, immergendo lo spettatore nei fatti”, creando una rappresentazione accurata che permettesse al pubblico di sentire il dramma e la tragedia di un racconto così epico”.