Good Madam e l’omaggio a Maricla Boggio

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GOOD MADAM

OMAGGIO A MARICLA BOGGIO

GOOD MADAM – Le stanze di Rol

Il cinema di genere sudafricano ha spesso sorpreso con piccoli film ricchi di idee. Trent’anni fa ci pensò Richard Stanley, con il suo film ormai di culto Hardware. Poi è stata la volta di Neill Blomkamp con District 9. Quest’anno si è visto al Fantasia Film Festival l’interessante Glasshouse, ma ancora di più lo è questo Good Madam, diretto da Jenna Cato Bass.

Tsidi, una madre sola, dopo la morte della nonna che l’ha cresciuta è costretta a tornare dalla sua genitrice, Mavis, portando con se la figlioletta. Mavis lavora da 30 anni a servizio di una ricca donna bianca per cui si è completamente immolata, trascurando la sua stessa famiglia per badare a lei.

L’anziana donna è adesso malata, ma nonostante non esca mai dalla sua stanza a Tsidi è proibito uscito dagli alloggi della servitù. Quando scopre che la padrona versa in una condizione di totale catatonia, Tsidi incomincia anche a sospettare che le cose non stiano esattamente come sua madre le racconta. E l’arrivo improvviso di suo fratello non farà che peggiorare le cose.

Good Madam è un film che rispetta le regole auree del genere, ovvero fare critica sociale attraverso gli aspetti più inquietanti del racconto che viene messo in scena. Cato Bass parla dell’Apartheid ma anche di quello che è successo dopo la pacificazione, inserendo questi temi scottanti all’interno di una struttura chiaramente ispirata a Get Out di Jordan Peele. Ma se possibile, anche con qualche sorpresa in più.


OMAGGIO A MARICLA BOGGIO

L’omaggio del 39. Torino Film Festival all’opera di Maricla Boggio è quanto mai doveroso. Impossibile sintetizzare in poche righe la sua lunga carriera di giornalista, scrittrice, drammaturga, regista teatrale e cinematografica, per non parlare dell’impegno sociale e politico a cui la Boggio non è mai venuta meno, abbracciando cause e denunciando ingiustizie attraverso il suo attivismo e le sue opere.

I due documentari che il festival presenta al pubblico della città che ha dato i natali a Maricla Boggio sono opere complementari e importantissime per comprendere in sintesi l’importanza del lavoro di questa artista e intellettuale italiana.

Marisa della Magliana segue la quotidianità di una giovane ragazza madre in quartiere romano popolare e periferico negli anni Settanta. La storia Marisa è quella della crescita di una ragazza che ha affrontato sempre a testa alta e con dignità le avversità della vita, diventando una donna matura e consapevole del mondo in cui vive e che affronta ogni giorno combattendo nuove battaglie per migliorare la sua condizione e delle donne come lei.

Sono arrivati quattro fratelli è un’altra storia di donna, Marina, che a seguito dell’impossibilità di avere figli decide di adottare quattro fratelli orfani. Una scelta che allontanerà il marito, incapace di assumersi una tale responsabilità, ma che darà a Marina quella forza unica che le deriva dall’amore per questi quattro bambini.

Famiglie disfunzionali che oggi sono normali e che Maricla Boggio ha cercato di rendere tali grazie al suo lavoro anche in un’Italia diversa, difficile, ma forse paradossalmente più aperta perché ancora un paese in evoluzione.

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