Premi e giurie: la cerimonia di chiusura del Torino Film Festival

Ore 20.00, Cerimonia di Premiazione, Cinema Massimo 1

Si conclude questa sera la kermesse cinematografica torinese dedicata alle nuove tendenze e ai diversi linguaggi artistici del settore, attenta ai cineasti emergenti e alle produzioni indipendenti. La 39. edizione del Torino Film Festival, iniziata lo scorso 26 novembre, dopo 9 giorni di proiezioni di film tra i più vari, eventi e incontri ricchi di ospiti provenienti da ogni campo delle arti performative, annuncerà, durante la cerimonia di chiusura condotta dalla madrina di quest’anno, Emanuela Fanelli, e alla presenza del direttore artistico Stefano Francia di Celle, del presidente, Enzo Ghigo, e del direttore, Domenico De Gaetano, del Museo Nazionale del Cinema, i vincitori dei diversi premi assegnati dalle cinque giurie. 

Nella sezione del concorso internazionale Torino 39, che ha proposto 12 opere prime e seconde innovative, coraggiose e di ampio respiro, saranno conferiti i premi al miglior film, alla miglior attrice, al miglior attore, alla miglior sceneggiatura, più il premio speciale della giuria composta dalla regista ungherese Ildikó Enyedi (Corpo e anima, 2017) e dai suoi colleghi: il compositore di colonne sonore francese Evgeny Galperine (La scelta di Anne – L’evénement, 2021), l’attore, regista e sceneggiatore Alessandro Gassmann, la produttrice e manager cinematografica spagnola Isabel Ivars e la regista e sceneggiatrice Paola Randi (Tito e gli alieni, 2017). La stessa giuria assegnerà anche i premi al miglior cortometraggio e il premio speciale della giuria nella sezione dedicata alla sperimentazione, Torino 39 Corti. Al miglior film in concorso nella sezione Torino 39 sarà conferito un premio in denaro pari a 18.000 euro, mentre il miglior lungometraggio riceverà 2.000 euro.  

«I festival cinematografici sono imprese complesse – sottolinea Ildikó Enyedi -, ma puoi rapportarti a loro come si fa con una persona, e frequentare un festival diventa un’esperienza unica e personale. Il Torino Film Festival è una persona intrigante, audace e nobile nelle proprie scelte, orgogliosa dei suoi valori e umile nei confronti dei registi. Sono davvero onorata dell’incarico di presidente di giuria che mi è stato affidato».

Al concorso dedicato al cinema documentario internazionale, TFFdoc/internazionale.doc, i cui 8 titoli in selezione quest’anno hanno proposto nuovi strumenti per orientarsi nel presente e immaginare il futuro, è stata assegnata una giuria composta dalla direttrice francese del festival Cinéma du Réel Catherine Bizern, dalla regista e produttrice svizzera Kristina Konrad e dal regista e produttore ungherese Michael Wahrmann, che sceglieranno il miglior film e assegneranno il premio speciale della giuria. Al miglior documentario internazionale in concorso andrà un riconoscimento in denaro corrispondente a 6.000 euro.

Per la sezione TFFdoc/italiana.doc, dedicata ai documentari italiani, la montatrice Sara Fgaier (Sacro GRA, 2013), la curatrice e storica del cinema Annamaria Licciardello e il regista Davide Maldi (L’apprendista, 2019) sceglieranno il migliore tra i 9 film in concorso, a cui andrà un riconoscimento di 6.000 euro, e assegneranno il premio speciale della giuria. 

A scegliere il miglior cortometraggio italiano nella sezione Italiana.Corti tra i 9 film selezionati, a cui andrà un premio pari a 2.000 euro, saranno la regista britannica Beatrice Gibson, il musicista e compositore colonne sonore Max Viale (Miss Marx, 2020) e la programmer Carla Vulpiani, i quali attribuiranno anche il premio speciale della giuria.

Una giuria speciale, composta da Paola Casella, giornalista e critico cinematografico, dalla giornalista polacca Anna Maria Osmólska-Metrak e dal giornalista francese René Marx, assegnerà il premio della Fédération internationale de la presse cinématographique (FIPRESCI) al miglior film in concorso nella sezione Torino 39.

«Abbiamo lavorato in perfetta armonia, con un giurato francese, René Marx, e una giurata polacca, Anna Osmolksa-Metrak, che a sorpresa parlano perfettamente l’italiano – racconta Paola Casella -. E abbiamo scelto di premiare una visione fresca e originale del mondo contemporaneo, facendo largo al nuovo».

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