City of Lies – L’ora della verità, Johnny Depp: “Mi piace rischiare e esplorare la vulnerabilità dei personaggi”

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«Come attore sono sempre alla ricerca di cose nuove e potenzialmente assai catastrofiche. Mi piace rischiare, e molto. Lo faccio in ogni ruolo che interpreto e che mi permette di inoltrarmi ed esplorare territori sconosciuti scavando nella vulnerabilità dei personaggi». Così ci racconta Johnny Depp all’ultimo Zurich Film Festival, dov’è arrivato indossando jeans, un basco calato sui lunghi capelli, un irresistibile sorriso e una serenità che contrasta con la sua controversa immagine pubblica macchiata dalle accuse di violenza, di abuso di sostanze stupefacenti e dai tanti problemi finanziari.

Lo avevamo appena visto nei panni del vilain in Animali fantastici – I crimini di Grindelwald diretto da David Yates («Mi ha colpito la fiducia della Rowling quando mi ha confessato che non vedeva l’ora di scoprire cosa avrei fatto con quel personaggio») ma eccolo di nuovo in City of Lies – L’ora della verità di Brad Furman, al fianco di Forest Whitaker, nei panni di un poliziotto che non smette di cercare la verità su due omicidi rimasti impuniti. «Quando ho letto per la prima volta la sceneggiatura e ho scoperto chi era Russell Poole sono stato conquistato dalla sua dedizione, non solo a un caso poliziesco ma alla verità, che ha finito per diventare per lui una vera e propria ossessione alla quale sacrificare la famiglia, il lavoro, la sua stessa vita. Penso che Poole abbia sorpreso e spaventato la polizia di Los Angeles perché le sue indagini avrebbero potuto inchiodare molte persone intoccabili. A oggi Voletta Wallace, la madre di “Biggie”, non sa ancora perché ha perduto suo figlio. Ho fatto il film perché mi sento molto legato a ciò che questo rappresenta».

Vedremo poi Depp in Richard Says Goodbye di Wayne Roberts, in cui l’attore interpreta un professore di letteratura inglese ammalato di cancro che, appreso di avere solo sei mesi di vita, decide di dire la verità e smascherare ogni ipocrisia.

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