Cops: pronti a tutto per non far chiudere il commissariato

Claudio Bisio guida una banda di agenti antieroi (ma dal cuore tenero) in Cops, la commedia di Luca Miniero a dicembre su Sky

Chiusura per mancanza di crimini. È il rischio che si prospetta al commissariato  della «città più tranquilla d’Italia», Apulia, un piccolo  centro  del Sud d’Italia, situato a pochi chilometri da Lecce. Un’eventualità che la squadra di poliziotti locali e soprattutto il loro commissario (che si è da poco trasferito per attendere in pace la pensione) non possono permettersi. E così optano per l’unica soluzione possibile: creare loro stessi dei reati, anche se la comparsa di un’integerrima dirigente della Polizia di Stato mette in crisi il loro piano.

La regia di Luca Miniero, regista di successi come Benvenuti al Sud e Sono tornato, riparte da Cops – Una banda di poliziotti, il nuovo titolo Sky Original, ispirato allo svedese Kops, prodotto da Sky e Banijay Italia, in prima tv lunedì 14 e 21 dicembre su Sky Cinema (e in streaming su NOW TV).

Una commedia in due storie «dominata dall’azione, anche se – spiega il regista – si mescolano e confondono più generi. E dove non manca la parodia di tutti quei polizieschi che hanno invaso i nostri schermi». Ma Cops è soprattutto «il racconto di un’indagine in chiave ironica e da un punto di vista diverso, quello di un gruppo di poliziotti» che però sono ben lontani dall’essere eroi.

Luca Miniero

Accanto al Commissario Cinardi, interpretato da Claudio Bisio, e a Margherita Nardelli (Stefania Rocca dà il volto alla dirigente della Polizia di Stato), si muovono, fra scherzi e battute che ricordano un altro successo Sky, I Delitti del BarLume, Benny The Cop (Francesco Mandelli), un agente che vive ancora con la nonna ed è ossessionato dai polizieschi americani, e poi l’ex bello, ex playboy ed ex uomo d’azione Nicola O’Sicc (Pietro Sermonti), che ora è l’indolenza fatta persona, sua moglie Maria Crocifissa (Giulia Bevilacqua), che è contemporaneamente mamma, cuoca e psicologa (oltre che poliziotta), e Tomma- so (Guglielmo Poggi), un gay che teme di essere vittima della comunità (salvo poi esserlo solo delle sue paure). «Un gruppo di perdenti – sorride Miniero –, di perso- naggi in balia delle loro emozioni, anche se la loro verità nasce proprio dal senso di sconfitta che alleggia in tutto il film». Insieme impareranno a «trasformare le loro debolezze e i loro difetti in forza» (per citare una battuta del film) e a comprendere – prosegue il regista – «l’importanza di fare squadra». «È questo il senso della produzione, girata in un mondo diverso da quello attuale, perché non c’era il Covid-19 e soprattutto non c’erano le sue conseguenze.

Il clima di incertezza e paura di oggi non fa che rendere ancora più attuale il concetto». Alla luce della situazione recente (e di un mondo dove gli over 70 sono, di fatto, relegati alle mura domestiche) sembrano acquistare un ulteriore significato anche la paura di perdere il lavoro, il confronto con il tempo che passa, la pensione che avanza e la vecchiaia (Bisio, in una scena, afferma: «Dietro quella divisa ci sono persone con storie, sogni. Non siamo calzini usati che quando non si mettono più, si buttano via»), benché il clima rimanga sempre leggero, divertente.

Anche la contrapposizione fra Nord e Sud, già affrontata dal Miniero in precedenti lavori, è solo accennata: «Nei miei film – puntualizza – più che Nord vs Sud, ho trattato il tema del confronto fra centro e periferie, spesso facendo il tifo per queste ultime, che non sono quelle delle grandi città quanto quelle di una globalizzazione imperante, che spesso si dimostra perdente. Il Sud mi ha sempre dato l’idea di un posto dove la globalizzazione non è ancora arrivata e i personaggi, almeno in un’idea cinematografica, sono più spontanei e veri. Anche in Cops, pur non essendo un tema centrale, c’è una persona che viene dal Nord, anche se poi la storia prende altre pieghe». Una storia che è affidata a «un cast di primo piano – conclude – ovviamente capitanato da Claudio Bisio e Stefania Rocca, ai quali si aggiungono Pietro Sermonti, che è bravissimo, Francesco Mandelli, che dà volto a un personaggio incredibile, Giulia Bevilacqua, che unisce bellezza e umorismo, e Guglielmo Poggi, che è uno degli attori emergenti più quotati. Attorno a Bisio si è quindi creato film corale che mi ha davvero soddisfatto».

Michela Offredi