Coronavirus, stop ai sequel di Avatar

Si fermano "fino a nuove comunicazioni" le riprese in Nuova Zelanda per quattro film di James Cameron

Si ferma in emergenza coronavirus anche la lavorazione in Nuova Zelanda dei quattro sequel di Avatar ai quali James Cameron si dedica da circa un decennio. Dalla New Zealand Film Commission confermano che i nuovi capitoli della saga fantascientifica (che in totale hanno un budget di circa un miliardo di dollari) sono rimandati “fino a nuove comunicazioni”, scrive Hollywood Reporter.

Uno dei produttori, Jon Landau, ha confermato al New Zealand Herald che è stato rimandato il via al blocco di riprese che sarebbe dovuto partire ai Wellington’s Stone Street Studios in aprile.

“Onestamente non so quando la troupe potrà tornare al lavoro – ha detto Landau, che sarebbe dovuto arrivare in Nuova Zelanda con altri realizzatori del film nel weekend -. Siamo nel mezzo di una crisi globale, non parliamo di industria cinematografica. Penso che ognuno ora debba fare il possibile per ‘appiattire’ come diciamo qui, la curva del coronavirus”.

Il produttore aggiunge: “Stiamo monitorando la situazione pensando principalmente a cosa sia meglio per la nostra troupe, quella che chiamo la nostra Avatar family”. Uno dei componenti della troupe in Nuova Zelanda conferma al quotidiano: “La produzione ci sta supportando molto. Non ci sono stati licenziamenti, è tutto in hold, per quanto so la loro intenzione è andare avanti”. Finora nel Paese ci sono stati solo 12 casi di contagio, grazie a un massiccio impegno di controllo e prevenzione.

Prosegue intanto il lavoro sugli effetti speciali dei film alla Weta digital, la società di Peter Jackson a Wellington. L’uscita di Avatar 2, era prevista negli Usa per il 17 dicembre 2021. Gli altri tre sequel sarebbero dovuti arrivare nelle sale a dicembre 2023, dicembre 2025 e dicembre 2027.

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