DESCONOSCIDO – RESA DEI CONTI

El desconocido Spagna, 2015 Regia Dani de la Torre Interpreti Luis Tosar, Javier Gutiérrez, Goya Toledo, Elvira Mínguez Distribuzione Satine Durata 1h e 42′

In sala dal 

31 marzo

Una “bella” mattina, il rampante funzionario di banca Carlos, prima di andare in ufficio, decide una tantum di accompagnare in macchina i figli a scuola. Nel tragitto squilla il telefono e una voce sconosciuta gli intima di consegnare una montagna di soldi su un conto corrente, altrimenti… ops, ma cosa c’è sotto i sedili? Una bomba! Che esploderà se non farà esattamente quel che gli viene detto e proverà a scappare!

Per due terzi della sua durata, ovvero per il periodo in cui è il criminale a gestire, apparentemente “infallibile”, l’azione, Desconocido è originale e avvincente. Anche perché quelli che agiscono, persino i poliziotti (in effetti non tutti efficienti o simpatici), sono tutt’altro che figure da cinecomics o da action dai supereffetti speciali computerizzati. Qui tutti sembrano comportarsi “a spanne” proprio come faremmo noi al loro posto, persino il delinquente mostra una disperazione nella voce che suggerisce qualcosa di più che non la brama del malloppo (e in effetti…). 8 le candidature ai Goya (massima onoreficenza iberica nel campo del cinema), per un thriller in cui l’adrenalina è prodotta dal realismo e dall’angoscia della responsabilità di provocare qualcosa di orribile, irreparabile e tragico, magari alle persone che tu ami di più. Miglior debutto (nel lungometraggio, prima ha diretto solo corti e la miniserie Mar libre) Dani De la Torre non poteva fare, aiutato anche dall’avere a disposizione un signor protagonista come Luis Tosar (I lunedì al sole, Cella 211, Bed time): “Il mio desiderio è che lo spettatore salga su quell’auto e non se lo dimentichi”, si auspica. Noi pensiamo che abbia vinto la scommessa, nonostante un finale che molto deve all’indignazione generalizzata e sacrosanta verso le prassi senza scrupoli delle banche (istituzioni tutelate da uno stato che ha pochi diritti su loro). E qui quando ci si deve barcamenare tra giustizia, vendetta, senso comune e le regole del pensare corretto, comunque qualche pegno si paga.

Massimo Lastrucci