Dieci anni di Romanzo Criminale, Vinicio Marchioni ricorda la serie

Romanzo criminale - La serie

Il 10 novembre del 2008 andava in onda la prima puntata di Romanzo Criminale. Ispirata all’omonimo bestseller di Giancarlo De Cataldo, la serie cult ripercorreva la nascita, l’ascesa e il declino della banda della Magliana in una versione romanzata.

UN ANNIVERSARIO DA RICORDARE – Al centro della scena c’erano tre personaggi iconici il Libanese, il Dandi e il Freddo interpretati rispettivamente da Francesco Montanari, Alessandro Roja e Vinicio Marchioni. Ed è stato proprio Vinicio Marchioni a ricordare l’importante anniversario su Instagram.

LA MIA VITA È CAMBIATA –  «Il 10 Novembre di dieci anni fa andavano in onda i primi due episodi di Romanzo Criminale la Serie. Dietro il ruolo del Freddo c’erano stati sei mesi di studio, di costruzione fisica, vocale e psicologica.» ha rivelato Vinicio «La ricerca di una solitudine, di un dolore acceso, disperato e musicale come i silenzi di Bach ( magari un giorno racconterò cosa ho recitato e cosa ho costruito prima e durante il set). Poi sono andati in onda i primi due episodi. E la mia vita è cambiata, non io, per fortuna».

Romanzo Criminale – La serie

GLI ULTIMI 10 ANNI – L’attore ha poi proseguito nel suo ricordo di Romanzo Criminale, facendo un bilancio della sua carriera. «Penso ai km fatti e i teatri girati, i set al gelo o a 40 gradi, al sonno perso e mai più recuperato, ai ruoli che ho fatto, a quanti mondi ho conosciuto e a quante volte ho bestemmiato questo mestiere e a quante volte me ne sono re innamorato».

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Il 10 Novembre di dieci anni fa andavano in onda i primi due episodi di Romanzo Criminale la Serie. Dietro il ruolo del Freddo c’erano stati sei mesi di studio, di costruzione fisica, vocale e psicologica. La ricerca di una solitudine, di un dolore acceso, disperato e musicale come i silenzi di Bach ( magari un giorno racconterò cosa ho recitato e cosa ho costruito prima e durante il set). Poi sono andati in onda i primi due episodi. E la mia vita è cambiata, non io, per fortuna. Penso a tutto quello che è successo da quella sera a oggi. Penso a quello che ho fatto, quello che ho avuto e quello che questo mestiere ti toglie in cambio. Penso alle persone che ho conosciuto, quelle con cui ho lavorato in registi, colleghi, direttori della fotografia, sceneggiatori, tecnici, montatori, macchinisti e elettricisti, truccatori e parrucchieri, ragazzi e ragazze di produzione ai camper, fotografi, organizzatori, direttori di teatri, di produzione, produttori, aiuti registi, fonici e microfonisti, costumisti…(scrivo al maschile, ma in mezzo ci sono tantissime donne straordinarie in ogni reparto!) Penso a quanto fossero separati i mondi tra teatro e cinema e a come sono oggi. Penso a come immaginavo il mondo del teatro e del cinema allora e a come lo conosco oggi. Penso ai km fatti e i teatri girati, i set al gelo o a 40 gradi, al sonno perso e mai più recuperato, ai ruoli che ho fatto, a quanti mondi ho conosciuto e a quante volte ho bestemmiato questo mestiere e a quante volte me ne sono re innamorato. Ai no detti e alle scelte fatte. Alla stima il rispetto e l’affetto del pubblico e degli addetti ai lavori lavoro, ai dubbi eterni, alla confidenza presa coi giornalisti e critici, ai luoghi in cui sono stato per lavoro. Penso a Milena e ai nostri figli. Penso a quello che ero e a quello che sono. Ecco, Stamane mentre aspettavo di girare cercavo un’immagine che sintetizzasse tutti i miei pensieri e le mie emozioni pensando a questi 10 anni e questa foto di @scarpaemanuela mi sembra perfetta. L’ho rivista e mi è venuta in mente una sola parola: Grazie. La scrivo e penso che la fortuna è credere nella fortuna e che bisogna continuare a lavorare per meritarsela.

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