DIVE DI BORGATA, IL NUOVO CINEMA ITALIANO

Ragazze di borgata, giovani donne con impieghi precari ma grandi sogni: vedersi al cinema. Dai programmi televisivi come Il Grande Fratello e dalle soap opera come Un Posto al Sole alla fine sono arrivate a sfilare sulla Croisette di Cannes, a vincere David di Donatello. E il cinema italiano torna a cercare le sue ragazze di vita come Pier Paolo Pasolini tra le periferie di Roma. Daphne Scoccia, per esempio, è stata notata da Claudio Giovannesi nell’osteria in cui serviva ai tavoli, e ora l’attrice di Fiore si ritrova alla kermesse francese con Valerio Mastandrea. Ma è stata Greta Scarano a inaugurare con Suburra la galleria di donne in cerca di identità. L’attrice romana, classe ’86, interpreta la compagna tossica di Numero 8 nel noir capitolino di Stefano Sollima tra criminalità e potere. Giocano a fare le dure, mostrano i tatuaggi, amano le gare automobilistiche, le nuove attrici italiane oltre i loro profondi occhioni e le loro bocche di rosa, sono donne che conoscono meglio la crisi dei set e non fanno fatica a immedesimarsi in ragazze problematiche che vivono la vita come un’avventura da affrontare giorno per giorno. Senza mai dimenticare la leggerezza, il coraggio, la fantasia. Finito l’incantesimo, poi, saranno davvero le nuove dive?